Mariano Rajoy ha annunciato che lascerà la direzione del Partito popolare, dopo essere stato destituito da premier tramite un voto di sfiducia e sostituito dal socialista Pedro Sanchez. Lo riporta El Pais ricordando che si aprirà ora una fase di transizione, pilotata dal leader uscente, che porterà al congresso straordinario per eleggere il nuovo presidente. “È giunto il momento di porre fine a questa fase. Il Pp deve continuare ad avanzare sotto la guida di un’altra persona”, ha detto Rajoy spiegando che si tratta della cosa “migliore per me, per il Pp e penso anche per la Spagna. Il resto non conta”.

Sanchez, che ha giurato sabato scorso dopo essere riuscito il giorno prima a far approvare al Parlamento la “mociòn de censura” che ha portato alla caduta del governo di Rajoy, presenterà il suo governo mercoledì prossimo. La mozione è passata grazie ai voti di Podemos e di formazioni nazionaliste, ma al momento non è ancora chiaro se il suo esecutivo conterà sui voti di quelle forze o sarà di minoranza.

Ma le dimissioni di Rajoy sono solo l’ennesimo “terremoto” in casa Pp. Il 24 maggio scorso la formazione di centrodestra è stata travolta dalla sentenza del cosiddetto “caso Gurtel – la Tangentopoli spagnola – che ha portato a 351 anni di carcere complessivi per i 29 condannati, tra cui l’ex tesoriere Luis Bárcenas. Ed è proprio per questo scandalo che il Psoe di Sanchez ha deciso di presentare la “mociòn de censura”, poi approvata per la prima volta nella storia della Spagna.

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