Donald Trump e Kim Jong-un si vedranno a Singapore il prossimo 12 giugno. Lo rivela su Twitter il presidente americano. “Entrambi cercheremo di renderlo un momento davvero speciale per la pace nel mondo“, ha aggiunto il capo della Casa Bianca. La scelta della sede, anticipata dagli analisti nelle scorse settimane, non è casuale: Singapore offre garanzie assolute a livello di sicurezza, è un territorio neutrale per i leader, ma è “amico” di entrambi i Paesi. E già in passato ha ospitato un altro storico incontro, quello fra il presidente cinese Xi Jinping e il leader di Taiwan Ma Ying-jeou, avvenuto nel 2015 a più di sessant’anni dalla guerra civile.

Il processo di disgelo fra Stati Uniti e Corea del Nord è iniziato il primo gennaio, quando Kim ha aperto alla possibilità di inviare una sua delegazione alle Olimpiadi invernali in programma a febbraio a Pyeongchang. Una mano tesa che si è concretizzata con l’arrivo a Seul di Kim Yo-jong, la sorella del leader nordcoreano. La donna è stata l’unica componente della famiglia a visitare il Sud sin dai tempi della guerra di Corea. Da allora, i contatti di Kim Jong-un con il resto del mondo – e in particolare con gli Stati Uniti – hanno subito un’accelerazione. La data chiave è il 18 aprile, quando il capo della Casa Bianca ha rivelato che l’ex direttore della Cia Mike Pompeo ha incontrato il leader nordcoreano a Pyongyang. Ed lì che sono state gettate le basi per il summit di Singapore fra Trump e Kim.

Nelle scorse settimane – dopo la storica stretta di mano fra i leader delle due Coree nella zona demilitarizzata – si sono rincorse le voci di un annuncio imminente, da parte della diplomazia Usa, sulla sede e la data del vertice. Secondo gli analisti, sono state prese in considerazione diverse città, come Bangkok, Helsinki, Stoccolma, o un territorio neutro come Ginevra. Sull’argomento si è espresso pubblicamente anche lo stesso presidente Trump, che non ha escluso la possibilità di vedere il capo della Corea del Nord nella Freedom House, la stessa in cui si sono incontrati Kim e Moon. Ma così non è stato.

Singapore, sottolineano i media americani, è stata scelta perché offre un altissimo livello di sicurezza. Gli Stati Uniti possono vantare solidi legami diplomatici (e una base navale, quella di Changi) con la città-stato, mentre la Corea del Nord può contare sulla presenza di una sua ambasciata. Fatto raro se si pensa che sono poco più di dieci in tutto il mondo. Singapore, poi, è già stata teatro di un altro disgelo, quello fra Cina e Taiwan. E – dettaglio da non trascurare – è un luogo facilmente raggiungibile per la ristretta flotta aerea nordcoreana.