“Non bisogna pensare alla mafia come si faceva 26 anni fa, quando ci furono le stragi di via d’Amelio e di Capaci. La mafia è cambiata, e per comprenderla al meglio dobbiamo cambiare anche noi”. A dirlo è Don Ciotti, a Cinisi, davanti al casolare in cui Gaetano Badalamenti fece portare il corpo di Peppino Impastato prima di inscenare il finto suicidio sui binari. “Quel ragazzo – ha continuato il fondatore di Libera – oggi vive nei cuori delle migliaia di ragazzi e studenti che non lo dimenticano e che nell’anniversario della morte lo abbracciano rilanciando il suo messaggio di ribellione”.

Oggi in Edicola - Ricevi ogni mattina alle 7.00 le notizie e gli approfondimenti del giorno. Solo per gli abbonati.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Pompei, le sorprese non finiscono mai: l’ultima scoperta è il calco di un cavallo adulto

next
Articolo Successivo

Roma, a Tor Bella Monaca il Bronx dei bus. Gli autisti: “Spari, dirottamenti, blocchi stradali. Protesti? Ti puntano la pistola”

next