Che fosse un album speciale lo si era capito fin da subito. “Oggi che conta più l’immagine che la sostanza, e che tutto è cambiato da quando ho iniziato, questo potrebbe essere per me l’ultimo disco. C’è tutto il mio passato, il mio presente e forse anche il mio futuro in questo gioco” così aveva scritto su Facebook il rapper romano annunciando Enemy il suo ultimo progetto. Noyz Narcos è stato uno dei pesi massimi di questa musica. In tredici anni di carriera ha sfornato cinque dischi e due mixtape. La sua più grande qualità è sempre stata la coerenza. Ha salutato la scena rap in grande stile. Con un disco, uscito il 13 aprile per Thaurus/Universal Music che è la sintesi perfetta di tutto quello che ha fatto in questi anni.

Difficile trovare dei difetti a questo progetto. Enemy è un frullato di pensieri, intuizioni e rime di gran classe. L’album segue un percorso lineare senza sbavature. Anche la scelta dei featuring risulta vincente. NoyzNarcos ha voluto sorprendere un po’ tutti: le collaborazioni con artisti come Capo Plaza e Carl Brave X Franco 126 hanno vinto lo scetticismo iniziale dei sostenitori più accaniti del rapper romano. E proprio il pezzo con Carl Brave X Franco 126 è uno degli esperimenti migliori del disco. Borotalco è il ritratto di una Roma notturna, una città triste e malinconica che sfugge via. Una canzone che mostra anche un lato inedito di Noyz che si abbandona ai ricordi descrivendo la città che l’ha fatto maturare e scappare. Ottimi poi anche i pezzi con Rkomi e Salmo, senza dimenticare la canzone con Coez che come sempre regala un ritornello che alza l’asticella. La vera hit forse però resta Sinnò me moro. L’omaggio a Gabriella Ferri e lo splendido video girato in bianco e nero danno quel tocco di solennità e accuratezza che si sposa alla perfezione con il beat del pezzo. Questo album è il testamento che l’artista lascia alle nuove generazioni. Non è facile smettere in un momento in cui il rap è uno dei generi più ascoltati nel nostro Paese. Noyz è stato tra i precursori, tra quelli che hanno spianato la strada gli altri. Lasciare nel momento di maggior picco non può che fargli onore.

“Enemy rappresenta un viaggio temporale nella mia vita a 360 gradi. Una perfetta sintesi musicale dell’intero mio percorso artistico che dura ormai da oltre dieci anni – racconta – e che fotografa l’evolversi delle situazioni e dei sentimenti di una società troppo spesso mossa dai soldi e dalla corruzione, una società logorata dall’invidia e dall’odio, atteggiamenti ricorrenti che non giovano allo sviluppo dell’essere umano”. Il disco ha debuttato subito in vetta alla classifica degli album più venduti della settimana. Anche su Spotify sta ottenendo un discreto successo. I numeri e le vendite sono importanti, ma in questo caso secondari. Enemy è un disco destinato a durare e a fare scuola. L’importanza simbolica di questo progetto va oltre gli streaming e le views. È l’essenza del rap. Enemy è il miglior saluto che Noyz Narcos potesse fare. Ci mancherà.