Un fumo nero e denso si è alzato nel cielo di Roma, a due passi da Montecitorio, intorno alle 10. E un’esplosione è stata udita a centinaia di metri di distanza, come riferiscono i testimoni sui social network. La causa? Un autobus dell’Atac della linea 63 ha preso fuoco all’altezza del civico 53 di via del Tritone. Qualche ora dopo si avuta notizia di un altro bus in fiamme, stavolta in viale di Castel Porziano, nel quartiere Infernetto. Nell’incendio di via del Tritone è rimasta ferita in modo lieve una passante e si trova ora ricoverata in codice giallo all’ospedale san Giovanni per ustioni, mentre nell’altro caso non risultano feriti o intossicati.

L'”autocombustione” dei mezzi Atac è diventato a dire il vero un fenomeno a cadenza mensile. Da inizio 2018 sono andati a fuoco dieci bus, ben 22 nel 2017, 14 nel 2016. I sindacati denunciano le “condizioni estreme” dei mezzi e il Partito democratico ha annunciato un’interrogazione urgente al ministero dei Trasporti. “Sono in corso le indagini per accertare le cause”, ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Il punto vero è che il parco mezzi Atac è estremamente vecchio, l’autobus che è andato a fuoco questa mattina aveva 15 anni. Quello che abbiamo fatto dall’inizio è stato mettere in strada oltre 200 autobus, che non bastano. Quindi abbiamo stanziato 167 milioni di euro per acquistare 600 nuovi bus. So che nel frattempo Atac ha comunque rafforzato tutte le misure antincendio. Quello che posso dire ancora è che in effetti sono calati i numeri dei bus incendiati rispetto allo scorso anno”.

L’assessore alla mobilità di Roma Linda Meleo si è difesa rivendicando: “Negli ultimi due anni abbiamo messo su strada 200 nuovi autobus e abbiamo stanziato risorse per 170 milioni che equivalgono all’acquisto di 600 nuovi bus. Obiettivo è svecchiare questo parco bus che oggi ha una età media di 12 anni. L’azienda sta per pubblicare, inoltre, una gara proprio per l’implementazione e l’ammodernamento dei sistemi anti-incendio, in modo che anche su bus di questa età si possa minimizzare il rischio di questi episodi”. Poi Meleo ha ricordato che quello andato a fuoco in centro è “un mezzo del 2003, acquistato dal sindaco Veltroni. È molto importante procedere con quanto stiamo facendo, cioè rinnovare il parco bus di Atac”. In seguito però ha detto di essere stata “mal interpretata” in quanto “il riferimento all’acquisto del bus nel 2003 non intendeva in alcun modo chiamare in causa il sindaco di allora Walter Veltroni che ovviamente non ha alcuna responsabilità in merito all’episodio di oggi. Qualsiasi altra interpretazione è puramente strumentale ed atta a creare polemiche”. Resta il fatto che “purtroppo il parco bus di Atac soffre di una età avanzata dei veicoli. Proprio per questo negli ultimi due anni abbiamo messo in servizio più di 200 nuovi autobus e stanziato risorse per l’acquisto di 600 nuovi mezzi nei prossimi tre anni”, conclude.

L’episodio non ha provocato altri feriti e i vigili del fuoco hanno domato l’incendio. Sul posto si è fermato anche il ministro dell’Interno Marco Minniti, che stava andando a palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri previsto in mattinata. L’ipotesi degli inquirenti è che l’esplosione sia avvenuta a causa di un cortocircuito all’impianto elettrico. Testimoni hanno riferito inoltre che le fiamme sembravano uscire dalla parte inferiore del mezzo. L’autista ha tentato di spegnerle con l’estintore in dotazione, ma è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Risulta completamente annerita la facciata del palazzo di fronte al quale si è fermato l’autobus.

Il senatore del Partito democratico Bruno Astorre e il capogruppo Andrea Marcucci attaccano con una nota in cui si parla di “autobus mausolei, che dovrebbero andare in pensione, con un sindaco che non sa neppure dove sta di casa la manutenzione“. “Chiederemo al Governo“, aggiungono, “di riferire su quanto accaduto oggi in pieno centro a Roma, mettendo a rischio l’incolumità dei viaggiatori. È necessario controllare la flotta aziendale della Capitale e fare tutte le verifiche interne necessarie per accertare le ragione dell’incendio della linea 63 che, oltre a ferite e ad ustioni ai passeggeri, avrebbe potuto provocare anche morti”. I senatori hanno quindi annunciato un’interrogazione al ministero dei Trasporti, mentre Michele Anzaldi in una lettera inviata al presidente della Commissione speciale della Camera, Nicola Molteni, chiede di “valutare in ufficio di Presidenza di convocare in audizione il sindaco Virginia Raggi sulla situazione del trasporto pubblico a Roma”. I consiglieri regionali del Lazio della Lega Orlando Angelo Tripodi, Daniele Giannini e Laura Corrotti parlano dal canto loro di “altra tragedia sfiorata, un parco mezzi fermo ai box, una Capitale in ginocchio”. E chiedono che “Virginia Raggi si dimetta”. Stessa richiesta da Marco Marsilio, portavoce regionale del Lazio di Fratelli d’Italia.

Dai sindacati, invece, arriva la denuncia delle “condizioni estreme” in cui si trovano gli autobus di Roma. “Questa città necessita di mezzi nuovi, perché quelli che ci sono, sono vecchissimi, la flotta più ‘antica’ di Europa, e da qui derivano questi problemi. Il servizio che si presta ai romani non è più all’altezza della città. I cittadini esasperati alla fine se la prendono con gli autisti”, ha commentato il segretario della Filt Cgil Roma e Lazio Eugenio Stanziale. Dello stesso parere Michele Frullo dell’Usb, che aggiunge: “È l’ennesimo autobus che prende fuoco in città, stimiamo che oramai ci sia un caso del genere al mese. Bisogna intervenire il più presto possibile con l’acquisto dei mezzi nuovi, perché con l’arrivo dell’estate questa situazione può solo aggravarsi, anche a causa dello stop alla manutenzione dei mezzi su strada, prima assicurata dai lavoratori Corpa che sono stati licenziati”.

“Oggi tutti si scoprono esperti di manutenzione dei bus, di impianti antincendio, di programmazione delle revisioni, di rinnovo della flotta. Qualcuno dimentica che Atac dal 2006 al 2013 ha acquistato zero autobus, mentre si destinavano risorse a gonfiare le schiere di personale a chiamata diretta, che qualcuno durante questa Amministrazione ha avuto il coraggio di licenziare”, risponde su Fb il presidente della commissione Trasporti Enrico Stefano (M5S). “Per capire la portata negativa di tale mancanza, il numero dei bus di Atac è talmente elevato (circa 2000) che occorre acquistare 200 Bus all’anno solo per garantire che il parco non invecchi, per mantenere costante l’età insomma. Questa Amministrazione ha già messo in strada 165 autobus nuovi (la gara per i 150 in leasing bandita verso la fine dell’amministrazione Marino, al nostro arrivo era bloccata e non era stata ancora aggiudicata) e recuperato oltre 15 filobus che erano fermi a marcire in deposito”.