Ancora un autobus a fuoco a Roma. Per fortuna, anche stavolta, senza alcuna conseguenza per i passeggeri (il mezzo era vuoto) e per il conducente. Ufficialmente, si tratta dell’episodio numero 13 negli ultimi 12 mesi, ma secondo il sindacato Faisa Confail – che ha proclamato uno sciopero sull’argomento per il prossimo mese – i numeri sarebbero almeno da raddoppiare. Il mezzo, un “jumbo bus” 18 metri della “Serie Roma”, acquistato dall’Atac nel 2013, ha preso improvvisamente fuoco intorno alle 18 di venerdì, mentre era fermo con il motore acceso al capolinea Anagnina, a sudest della Capitale. Una vettura, quella che serve la linea 20 Express in direzione Tor Vergata-Tor Bella Monaca, piuttosto giovane, presentata 4 anni fa in Campidoglio dall’allora sindaco Gianni Alemanno, parte di una partita di 337 autobus pagata 115 milioni di euro. L’ultimo caso si era verificato meno di due settimane fa, il 14 maggio, nella rimessa di Grottarossa, quindi ben 3 episodi a marzo e 2 a febbraio. Come al solito, nella nota diramata dall’Atac si parla di una “indagine interna” per ricostruire l’accaduto, ma le cause sembrano essere sempre le stesse: sofferenza nelle manutenzioni. “Le vetture fanno tanti chilometri – rivela a IlFatto.it una fonte interna al reparto officine Atac – e le perdite d’olio sono normali. Ma spesso non si riescono a tenere sotto controllo le guarnizioni. Quando queste sono consumate, basta una scintilla per far divampare le fiamme”. 

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