Ora che, come previsto da questo blog prima di altri l’11 aprile scorso, la presidente del Senato Alberti Casellati ha ricevuto un pre-incarico per capire se si poteva trovare la quadra di un governo M5S-Centrodestra, e che tutto lascia pensare che questa quadra non si sia trovata, può darsi che la seconda “terza figura” a cui si affiderà il Quirinale sarà il Presidente della Camera, Roberto Fico.

Oh, Maria Elisabetta Alberti Casellati Vien Dal Mare è stata eletta dal M5S e da Berlusconi insieme: per quell’accordo i suoi voti non puzzavano e lui non era ancora il “male assoluto”. Poi, però, nel M5S han dimenticato i loro vari imbrogli a cinquestelle sulle firme false, sui rimborsi gonfiati, ai bonifici non fatti, sui programmi taroccati online, sulle epurazioni ad personam, sulle restituzioni ben inferiori a quelle propagandate. Così Berlusconi è diventato il rospo inguardabile e non digeribile per i vari Taverna, Toninelli e Di Maio. Curioso, dopo 5 anni passati ad appellare il Pd come un partito “dalle mani sporche di sangue”, di “mafiosi e ladri”, guidato da un “ebetino” che aveva tentato la “deriva autoritaria” e via cantando.

Peccato che questo irrigidimento nei confronti del condannato di Arcore ora costringa il M5S a ingoiare appunto l’altro rospo: Matteo Renzi, il cui voto personale e della sua corrente nel Pd (diciamo non più il 70% di un tempo, ma manco il 7% che dice lui) è necessario al M5S per avere i numeri nelle due Camere paritarie confermate da quel 60% di No al referendum costituzionale.

Per me un governo M5S-Pd è una scelta sbagliata, sia per l’Italia, che per gli elettori M5S che per quelli del Pd. Non è solo una mezza presa in giro degli elettori e tradimento dei programmi reciproci, è anche una trappola per topi per il Pd, poiché sarebbe un continuo lanciare proposte irrealizzabili da parte di Di Maio e soci, col Pd a dire “non si può fare” e prima o poi si arriverebbe a una rottura in cui giornalisti filo-M5S e social si riempirebbero di accuse alla “nuova austerità anti-popolare” del Pd, arrivato al governo solo per “sete di poltrone”.

Ma se invece succedesse che il M5S buttasse via i suoi programmi (tutti, quelli votati e quelli pubblicati dopo le elezioni) e acconsentisse a rinforzare e ampliare il REI (reddito d’inclusione) già voluto e votato dal governo Gentiloni con, magari, altri 15 miliardi di euro, prima o poi si arriverebbe a una campagna elettorale in cui tutti i meriti sarebbero ascritti dai giornalisti filo-M5S e dai social “al M5S che ha costretto il Pd a tornare sui suoi passi e a riscoprire la sinistra e la difesa della povera gente”. In tutti e due i casi, il M5S salirebbe, forse anche non di poco, e il Pd crollerebbe su livelli da PS francese di oggi. Questo non sarebbe il bene dell’Italia, a mio modo di vedere. Proprio per niente. Quindi, fosse per me, oggi si dovrebbe solo tornare alle urne nel 2018.

Sembra però che Mattarella sia restio a questa soluzione semplice e lineare. Così l’incarico a Fico servirebbe a stanare il Pd dalla sua ovvia opposizione parlamentare (si è parlato a sproposito di “Aventino“) e a capire se alla fine nel M5S sono disposti a cedere sul nome del premier (che potrebbe essere chiunque, tranne Di Maio) e sul programma di compromesso continuando nel solco dall’ampliamento dello Stato sociale creato dal Pd nella scorsa legislatura.

Tuttavia, al di là delle previsioni dei blogger e dei giornalisti, c’è poi il problema degli elettori. Un governo M5S-Pd, con i dem che mettono condizioni chiare e dure a cominciare da una premiership diversa da quella di Di Maio, avrebbe sulla base grillina lo stesso effetto del terremoto e maremoto di Messina 1908: non resterebbe in piedi nulla e nessuno. Oddio, anche sulla base Pd lo sconquasso sarebbe pressoché totale, dal momento che il partito ormai è votato soprattutto da persone che credono nella stagione riformatrice di Renzi, e considerano i Cinquestelle leggermente al di sotto del Partito Nazista, come affidabilità e gradimento.

Non so cosa potrà fare un simile governo, insomma, e come finirà (ma penso assai presto). So però chi sarebbe il vincitore totale delle successive elezioni: il Centrodestra e la Lega di Matteo Salvini, che accreditandosi come l’unica opposizione a questo pastrocchio M5S-Pd, darebbe tutte le colpe dell’universo al Fico (o al Sabino Cassese, si dice) che potrebbe essere il premier scelto per questo mega azzardo politico, per poi arrivare ben oltre il 50% alle prossime elezioni, anche forte di una campagna anti-governativa di tutti i media berlusconiani, contro i quali la sola La7 e magari un Tg1 diretto da una Gabanelli non potrebbero far molto.

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