Aveva spedito una cartolina ai suoi genitori 74 anni fa, per far sapere che era ancora vivo e che stava bene. Bruno Bergamaschi, geometra e imprenditore edile di Bonemerse (Cremona), oggi ha 92 anni. Nel ’44 era al fronte e quello scritto non venne mai recapitato “perché in posta non avevano la bicicletta”. E a matita questa dicitura è ancora impressa sulla cartolina. Con gli occhi lucidi, Bergamaschi racconta a ilfattoquotidiano.it che 74 anni fa era un ragazzo costretto alle armi: “Combattevo per la Repubblica sociale italiana, ma non vedevo l’ora di tornare a casa”. Spedì la missiva ai genitori Ernesto e Mariettina, per dire loro che sarebbe partito “alle 16 per un paesino tra Venezia e Treviso. Siamo in 30. Saluti, Bruno”. A ritrovare il ‘reperto’, qualche settimane fa, è stato l’architetto Angelo Garioni, appassionato di storia locale, che l’ha riconsegnata a Bergamaschi. “Oggi questa lettera ha assunto valore – dice Garioni -. E’ unica per due motivi: il timbro apposto dalla Rsi sul francobollo e la scritta straordinaria vergata dal postino per il mancato recapito”. Mariarosa, la moglie di Bruno, ci racconta che il marito “chiede ancora dove sono in genitori. Sono ancora nel suo cuore”. La fotografia che il signor Bruno ha tra le mani, e che allora scelse per scrivere ai genitori, raffigura una bambina con le trecce che guarda il lago. “Mi piaceva. Era una bella immagine, non sapevo non fosse mai arrivata a mamma e papà”

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