Vede M5s e Pd che cominciano a parlarsi da lontano e allora rilancia: “Di Maio torni sulla Terra: ci vediamo, ragioniamo di tasse, lavoro, pensioni e si parte”. Giura fedeltà alla coalizione di centrodestra per rispetto agli elettori, ma svela che Berlusconi gli ha chiesto di fare un governo con il Pd “ma io gli ho risposto ‘non pensarci neanche”. Dice sì a Casellati, a Fico, a un terzo nome qualsiasi a patto che rispetti il programma: “Se il problema dell’Italia si risolvesse con un mio passo indietro io ne faccio 8”. Matteo Salvini, segretario della Lega e leader del centrodestra, cerca di rimettersi al centro della scena, a poche ore dal possibile intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mentre il suo rapporto (sempre a distanza) con Luigi Di Maio sembra un po’ offuscato dopo la collaborazione quasi febbrile dentro il Parlamento, vede movimenti sospetti dall’altra parte, con il segretario reggente del Pd Maurizio Martina che parla di tre proposte, tra le quali c’è anche il reddito di inclusione. Da qui l’appello, dallo studio di DiMartedì, al capo politico del M5s: “Di Maio lo conosco poco – dice – però rispetto chi è votato da milioni di italiani. Quando abbiamo deciso di far partire subito le Camere lo abbiamo fatto. Negli ultimi giorni temo che la smania di andare al governo a tutti i costi non mi sembra coerente con i suoi elettori perchè Lega e Pd sono due cose diverse. Faccio un appello a di Maio: basta dire io, io, io. Ci vediamo e ragioniamo di lavoro e di tasse”.

Dall’altra parte c’è il problema Forza Italia, che il M5s non vuole vedere nemmeno in cartolina: “I Cinquestelle – ribatte Salvini – usano Berlusconi come scusa perchè se vanno al governo devono fare cose. Berlusconi non va al governo, non può fare il ministro nè il deputato. Io ho detto che se troviamo un premier che va bene a me, Berlusconi, e Di Maio, io mi sposto subito e si parte subito, ma questo va chiesto a Di Maio”. D’altra parte “i poli sono tre: o i primi due si mettono d’accordo oppure c’è l’opzione finale e cioè il governissimo a cui io dico di no. Io non farò mai un governo con il Pd e con Renzi Io capisco l’allergia di Di Maio con Berlusconi ma noi ci siamo presentati agli italiani come coalizione, se restiamo sulle antipatie non andiamo da nessuna parte, o si fa un governo subito o si va a casa”.

Ma Salvini apre un altro po’ la sua porta fino ad accettare un eventuale governo sostenuto da tutte le forze politiche in Parlamento per rifare la legge elettorale e votare in autunno. “Mi va bene ma – ammette – ho dubbi che molti dei parlamentari che sono stati eletti fra tre mesi vogliano tornare al voto. Sono contento però se fosse un governo che va bene a tutti che faccia una legge elettorale che consenta di governare a chi arriva prima e che si vada a votare ad ottobre”. Ecco, le elezioni anticipate: “Io sto quasi perdendo la pazienza o si fa questo governo o si torna a votare. Tutti devono rinunciare a qualcosa io potrei dire ‘o faccio il premier o tutti a casa’, invece non ho questa presunzione se c’è qualcuno migliore di me che fa quello che abbiamo promesso agli italiani io mi scanso. Vorrei che facessero tutti così, nessuno è indispensabile“.