Il presidente della Provincia Ugo Rossi l’ha definita “una parata folkloristica ed esibizionistica”, prendendosi pure gli applausi di Forza Nuova. Lui che guida il Trentino da leader del Partito autonomista con una coalizione di centrosinistra a guida Pd, con questa motivazione ha negato il patrocinio al Dolomiti Pride, la manifestazione per ribadire i valori di inclusione, autodeterminazione, uguaglianza e lotta all’omo-bi-transfobia che si terrà il 9 giugno prossimo a Trento. Una decisione che, dopo il flop alle elezioni del 4 marzo, strizza l’occhio alla destra nella lunga rincorsa in vista delle provinciali di ottobre. Il suo Partito autonomista trentino tirolese è la parte più centrista e moderata della coalizione con i dem, pronta a riscoprire la sua anima cristiano-democratica per recuperare consensi. Ma dopo la scelta, al presidente della Provincia sono arrivati uno dopo l’altro una serie di “schiaffi” istituzionali, come li hanno definiti gli organizzatori del gay pride. Per ultimo quello del suo collega di Bolzano, Arno Kompatscher, che giovedì sera ha deciso di concedere lui il patrocinio alla manifestazione.

“In riferimento alla vostra richiesta di patrocinio per il Dolomiti Pride, comunichiamo che il patrocinio è stato concesso e vi auguriamo una manifestazione di successo“, ha scritto Kompatscher in una mail. Poche righe ma dirette, con cui il presidente dell’Alto Adige si è nettamente smarcato dalla decisione di Rossi. Il governatore trentino aveva comunicato di aver sentito proprio Kompatscher e di aver concordato il “no” anche con lui. E invece la Provincia altoatesina ha detto “sì”, sconfessando come già avevano fatto i Comuni di Bolzano e Trento la linea Rossi, insieme ad altre 50 associazioni del territorio “che nelle ultime settimane hanno deciso di condividere lo spirito e gli obiettivi del Dolomiti Pride”, come si legge sul sito.

“Più di così non occorreva scrivere – commentano gli organizzatori – e già questo augurio assume un significato politico fortissimo, non solo perché una Provincia appoggia la parata, ma perché lo fa nonostante la ‘sorella’ trentina abbia deciso il contrario. Si tratta di uno schiaffo di quelli ben piazzati per Ugo Rossi, perché Kompatscher ha concesso il patrocinio senza alcun problema”, hanno detto al Corriere del Trentino. Il governatore, spiazzato dal sì degli amici bolzanini – il Südtiroler Volkspartei e il suo Patt andavano a braccetto alle elezioni di appena un mese fa – si è ritrovato isolato nella sua lotta al Dolomiti Pride.

Rossi ha provato a difendere la sua scelta spiegando di aver negato il patrocinio solo alla parata, mentre “il Dolomiti Pride prevede una lunga serie di eventi che possono avere il patrocinio”. Ma la postilla non è bastata a evitare gli attacchi dei consiglieri del Partito democratico che sostengono la sua stessa maggioranza. “Certamente presente al Dolomiti Pride! Contro ogni paura!”, ha scritto su Twitter Mattia Civico. “Il 9 giugno sarò in piazza con tutte e tutti – ha aggiunto Lucia Maestri – Non da oggi, come sempre”. Il Pd è intervenuto anche a livello nazionale, innanzitutto con la senatrice Monica Cirinnà, prima firmataria della legge sulle unioni civili: “Tutti i pride sono eventi culturali, chi non li patrocina discrimina e alimenta l’omofobia”. Le ha fatto eco il sottosegretario Ivan Scalfarotto: “La parata è ovunque pacifica, festosa, colorata, gioiosa. Cosa c’è mai da censurare?”.

A solidarizzare con il governatore Rossi, come riporta ilDolomiti.it, è rimasta l’associazione ‘Noi per la Famiglia‘ che si dice vicina al presidente del Trentino “violentemente attaccato in queste ore dall’universo politico legato alla sinistra e dall’associazionismo gay a causa della sua decisione”. E poi ovviamente Roberto Fiore, leader di Forza Nuova: su Twitter ha espresso tutta la sua solidarietà a Rossi. “Per noi è un primo passo in direzione di un ritorno delle istituzioni alla sanità mentale – si legge – Perché si dovrebbe concedere il patrocinio a una parata volgare ed esibizionistica quando al carnevale mancano 11 mesi?”.

Paolo Zanella, presidente di Arcigay Trento, ha chiesto al governatore del Trentino di dissociarsi almeno dalle parole del capo di Fn. E anche lui ha ringraziato Kompatscher “per l’augurio di successo all’iniziativa, di cui ha colto il senso e il valore a differenza di Rossi”, che l’ha semplicemente derubricata a “folklore ed esibizionismo”.