Martedì alla Camera dei deputati si voterà la presidenza della Commissione speciale che tra l’altro si occuperà del Def e che nell’altro ramo del Parlamento ha portato a Vito Crimi del M5s alla Presidenza. Questo voto potrebbe avvicinare le posizioni tra Pd e 5 Stelle, se si convergerà sul candidato dem Francesco Boccia? Il diretto interessato, da sempre anima dialogante con i 5 stelle, partecipando all’incontro di Roma ‘Sinistra anno zero’, commenta: “Spero non vengano utilizzate funzioni istituzionali per ragioni politiche”. Ma subito dopo è lui stesso ad aprire al M5s: “Io ritengo che si debba aprire un dialogo con i 5 Stelle e soprattutto ascoltare le proposte di Di Maio. Attraverso le colonne di ‘Repubblica’ mi sembra che oggi lui faccia delle aperture molto interessanti. Ci sono molti punti di contatto che secondo me andrebbero valorizzati”. “Io ed Emiliano – spiega ancora Boccia – abbiamo sempre detto della necessità di far accendere i fari della legislatura e lo si fa dando la possibilità a chi ha vinto le elezioni di provare ad attuare ciò che ha in mente, ovviamente alle condizioni che poniamo noi: su alcuni temi siamo d’accordo, su altri in disaccordo e questi si tolgono dal tavolo, ma questo lo ha detto anche lo stesso Di Maio. Dobbiamo decidere se questa legislatura può nascere oppure è già nata morta e credo che tocchi a noi lavorare per fare in modo che questa legislatura vada avanti perché riterrei schizofrenico tornare al voto con la stessa legge elettorale”. Renzi dà ancora le carte nel Pd? “Io penso che si debba consentire a Martina, che sta facendo uno splendido lavoro e il partito deve metterlo in condizione di traghettarci verso una ‘nuova primavera’. Per noi è fondamentale che ci sia una linea politica diversa da quella avuta fino ad oggi ‘dell’arrocco’, della chiusura, dei tappi nelle orecchie di chi non vuole neppure ascoltare le proposte degli altri e questo è inaccettabile. No alla politica della talpa” conclude Boccia

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