Nuovi guai per Nicolas Sarkozy: l’ex presidente della Repubblica, già fermato la settimana scorsa nell’ambito l’inchiesta sul denaro libico che avrebbe finanziato la sua campagna elettorale, è stato rinviato a giudizio insieme con il suo legale di fiducia, l’avvocato Thierry Herzog, e l’ex magistrato Gilbert Azibert, in una vicenda di intercettazioni telefoniche e tentativo di corruzione di un giudice di Cassazione. Secondo quanto riferisce Le Monde, tutti e tre sono stati rinviati a giudizio per corruzione e traffico di influenze. Sarkozy è accusato di aver tentato di ottenere nel 2014, attraverso il suo legale, informazioni segrete da Azibert, all’epoca alto magistrato alla Corte di Cassazione, in merito a una procedura in cui si chiedeva la restituzione delle sue agende sequestrate nel corso dell’inchiesta sulle presunte tangenti ricevute dall’erede L’Oreal, Liliane Bettencourt.

In quell’inchiesta il politico era sospettato di aver accettato pagamenti illeciti dall’ereditiera per la sua campagna presidenziale del 2007, che lo avrebbe portato all’Eliseo. Nel 2013 fu scagionato dall’accusa di aver approfittato dell’anziana donna, ma intercettazioni delle sue telefonate hanno suggerito che abbia discusso con Herzog sulla possibilità di dare ad Azibert un lavoro a Monaco, in cambio di informazioni sul caso. Sarkozy ha affermato che quel lavoro non si è mai concretizzato, dicendo che questo provi la sua non colpevolezza. Tuttavia, gli investigatori ritengono che l’accordo non sia stato concluso perché l’ex presidente e il suo legale vennero a conoscenza del fatto che i loro telefoni erano intercettati.

Herzog e Azibert sono accusati anche di violazione di segreto. Il rinvio a giudizio è solo l’ultimo di vari problemi legali per Sarkozy, i cui tentativi di tornare all’Eliseo sono falliti nel novembre 2016, quando non ha potuto sostenere economicamente il suo stesso partito durante le primarie. La scorsa settimana l’ex presidente è stato fermato dalla polizia e incriminato per il sospetto che abbia accettato milioni di euro in finanziamenti dal dittatore libico Mohammad Gheddafi, nella campagna del 2007. Accuse che Sarkozy nega, sostenendo che i suoi accusatori libici cerchino vendetta per l’invio di aerei da guerra francesi nella rivoluzione del 2011. Inoltre, è incriminato anche nel cosiddetto ‘Affaire Bygmalion’, dove è sospettato di essere coinvolto in una frode per alzare il tetto di spesa nella corsa alla rielezione del 2012. Anche in questo caso, il fondatore dei Republicains nega.