Un cold case di camorra è stato risolto a distanza di quasi 22 anni. Vittorio Rega fu ucciso nelle campagne di Maddaloni (Caserta) il 30 luglio del ’96. La polizia di Caserta ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio in concorso, emessa dal gip di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di due esponenti del clan Belforte di Marcianise: Antonio Bruno, classe 1957, già in carcere a Santa Maria Capua Vetere, e Pasquale Cirillo, classe 1971, detenuto nel carcere milanese Opera.

Le indagini della Squadra mobile casertana hanno permesso la riapertura del procedimento e confermato la matrice camorristica dell’agguato, che in quegli anni scosse particolarmente l’opinione pubblica. Come emerso fin dalle prime battute, infatti, Vittorio Rega fu ucciso semplicemente perché si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato e guidava una macchina identica a quella del vero obiettivo del raid: Giovanbattista Tartaglione, storico affiliato al clan Piccolo che, due mesi dopo l’omicidio di Rega, fu trovato carbonizzato nelle campagne di Caivano all’interno di un’auto.

Le indagini sono state sviluppate ripercorrendo e integrando, con le dichiarazioni di collaboratori di giustizia di area belfortiana, ogni tappa investigativa raggiunta nel tempo, a partire da quando una volante del commissariato di Maddaloni la mattinata del 30 luglio ’96 intervenne in località Fontana Olmo Cupo per la segnalazione di un uomo ferito. Gli agenti, raggiunto il posto attraverso una strada di campagna sterrata, trovarono una Honda Civic LSI di colore celeste con il motore spento, il freno di stazionamento azionato e lo stereo ad alto volume. Vicino all’auto, seduto per terra, c’era Vittorio Rega che, ancora cosciente, presentava ferite d’arma da fuoco alla schiena, al torace e alle gambe. Riuscì a riferire ai poliziotti cosa fosse successo, e cioè che, mentre passava da quelle parti per delle commissioni per conto del suo datore di lavoro, era stato inseguito e colpito da spari da alcune persone che, dopo averlo ferito, gli avevano anche chiesto “cosa ci facesse in quel luogo”. Gli immediati soccorsi non riuscirono a salvargli la vita: Rega, trasportato all’ospedale di Maddaloni, morì circa 30 minuti dopo. Dopo 22 anni l’arresto dei colpevoli.