Non è ancora in vigore, eppure la nuova procedura di test dei consumi per l’omologazione mondiale dei veicoli – l’armonizzazione di prova viene identificata con l’acronimo WLTP (Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedure) sta iniziando a far scaldare gli animi in seno a diverse case costruttrici.

A darne notizia è l’informatissimo portale Automotive News Europe, secondo il quale sarebbero in particolare BMW, Gruppo Volkswagen e Renault a puntare il dito vero le nuove procedure di rilevamento. Che, va ricordato, impiegheranno dispositivi portatili montati sulle automobili durante le varie prove da condursi su strada, non più al chiuso sui banchi a rulli come per l’attuale normativa europea in vigore (NEDC).

Secondo il report della testata online, le lamentele verso il sistema WLTP – con particolare riferimento all’Unione Europea, dove la nuova normativa sarà già in vigore dal prossimo autunno – sono generate dal fatto che queste nuove procedure potrebbero generare un impatto significativo sulla produzione dei modelli nonché sui profitti.

Più in dettaglio, BMW ha annunciato l’intenzione di interrompere temporaneamente la produzione di alcuni modelli a partire da maggio a causa delle modifiche richieste per poterli rendere conformi ai test. Figurano in elenco diverse versioni di Serie 7, X1, X2, X5 e X6, con sospensione variabile tra due settimane fino anche ad alcuni mesi a seconda della tipologia e del volume produttivo.

Fa eco il Gruppo Volkswagen, secondo il quale sono da mettere in conto incrementi di spesa ingenti per superare le numerose difficoltà tecniche che sono attualmente incontrate nell’applicazione dei nuovi test. Naturalmente con riferimento ad emissioni e consumi di carburante, inevitabilmente molto più elevati rispetto a quelli attualmente dichiarati.

Infine anche l’amministrtore delegato di Renault, Carlos Ghosn, nel corso della conferenza sui risultati finanziari della marca (lo scorso 16 febbraio) ha sottolineato come la nuova procedura WLTP si troverà ad avere un impatto consistente ma ancora non quantificato su produzione e spesa a partire dal prossimo settembre fino ad aprile del 2019, adducendo in spiegazione il volume delle incertezze di natura tecnica da affrontare (un po’ come quando affermato da VW) nonché la difficoltà di far accettare dalla clientela gli inevitabili incrementi dei prezzi delle vetture, dovuti all’introduzione delle tecnologie necessarie per la nuova omologazione.

Tutte critiche argomentate ma che appaiono, tutto sommato, decisamente fuori tempo massimo: la nuova procedura ha avuto tempi di gestazione lunghissimi avendo coinvolto nella sua stesura un notevole numero di esperti e tecnici ai massimi livelli.

Indietro, ad ogni buon conto, non si torna. Quantomeno nell’Unione Europea dove la normativa entrerà in vigore per prima: l’omologazione di consumi ed emissioni WLTP sarà effettiva dal prossimo settembre per tutti i nuovi modelli, al termine del periodo di transizione (iniziato lo scorso settembre, dunque valido per un intero anno) durante il quale i modelli di nuova omologazione possono ancora rispettare il vecchio NEDC per la messa in circolazione, dovendo però essere già sottoposti anche a quello WLTP: proprio da queste prove nascono critiche e difficoltà, quanto meno da parte di alcuni costruttori. Quel che più importa, tuttavia, è che potremo finalmente disporre di rilevamenti di consumi ed emissioni significativamente più vicini alle realtà dell’impiego quotidiano.