Il cuore di Davide Astori ha rallentato fino a fermarsi. È questo il risultato dell’autopsia disposta dalla procura di Udine sulla morte del difensore della Fiorentina, deceduto domenica in hotel. “Morte cardiaca senza evidenza macroscopica, verosimilmente su base bradiaritmica”, dice il procuratore capo Antonio De Nicolo.

In base alle risultanze dell’esame, specifica il magistrato, “in riferimento alle cause di morte, la si può indicare come causa di morte cardiaca, senza evidenze macroscopiche, verosimilmente su base bradiaritmica, con spiccata congestione poliviscerale ed edema polmonare”.

Per la diagnosi definitiva, ha specificato, “sono necessari approfonditi esami istologici” i cui risultati verranno forniti nei prossimi due mesi. La procura di Udine ha avviato un’indagine contro ignoti per omicidio colposo. “Dalle prime rilevazioni non sembrerebbe trattarsi di cause esterne diverse da quelle di una morte naturale”, ha aggiunto De Nicolo. “Prudenzialmente i nostri consulenti spiegano che si dovrà attendere l’esito degli esami istologici per un pronunciamento definitivo – ha concluso – Hanno chiesto 60 giorni di tempo. E da quel momento avremo un quadro completo”.

L’autopsia di Astori è stata eseguita dal direttore del Centro di patologia vascolare dell’Università di Padova, Gaetano Thiene, e dall’anatomopatologo, professore di medicina legale all’Università di Udine, Carlo Moreschi. Al termine dell’esame, la procura ha firmato il nulla osta per la restituzione della salma ai familiari. All’autopsia ha assistito un consulente della famiglia Astori, nominato dal fratello di Davide, Marco.