Davide Astori, difensore 31enne, è morto durante la notte a Udine nell’albergo Là di Moret in cui la sua squadra, la Fiorentina, pernottava in attesa della partita di oggi. Il calciatore era il capitano dell’undici allenato da Stefano Pioli nonché centrale della nazionale italiana di calcio. Ancora non ufficiali le cause del decesso: il Tg3 Rai della Toscana ha parlato di arresto cardiocircolatorio, un infarto. L’ipotesi è stata confermata in seguito anche dalla procura. Tutta la 27° giornata di Serie A è stata rinviata a data da destinarsi in segno di lutto per la scomparsa del difensore. La scelta è stata comunicata dal commissario straordinario della Lega di A Giovanni Malagò, che in un primo momento aveva concesso il rinvio di Udinese-Fiorentina (prevista oggi alle 15 ) e di Genoa-Cagliari (12.30). Astori, infatti, ha giocato nel Cagliari per sei anni, dal 2008 al 2014. Un lungo e commosso applauso del pubblico dello stadio Marassi ha accolto l’annuncio dato dagli altoparlanti della morte del calciatore. Grande la commozione tra i giocatori della formazione isolana che hanno appreso la notizia poco prima di scendere in campo. Successivamente è arrivata la comunicazione ufficiale del rinvio di tutto il turno di A. Decisione identica presa anche dalla Lega B del presidente Mauro Balata: rinviate le partite in programma oggi e domani.

Il corpo del capitano della Fiorentina è stato rinvenuto intorno alle 9.30 dal massaggiatore, salito nella camera d’albergo visto il mancato arrivo in sala per la colazione. Di solito Astori era sempre uno dei primi a scendere – riferisce a Sky Sport un esponente della società viola che ha ricostruito quei tragici momenti – essendo in camera da solo. Le cause del decesso non sono ancora note, si pensa ad un malore. Il corpo è stato portato in ospedale a Udine per l’autopsia, che dovrebbe essere fatta in giornata. L’ultimo a vederlo vivo è stato il portiere Sportiello, con cui Astori si era trattenuto ieri sera. Al momento della famiglia non è arrivato ancora nessuno, i genitori a Bergamo e la compagna Francesca a Firenze sono stati avvertiti dalla società. Astori lascia una bimba di due anni, Vittoria. La Fiorentina è rientrata a Firenze nel pomeriggio con un volo charter. Il pullman della squadra ha varcato i cancelli del centro sportivo accanto allo stadio Franchi tra due ali di tifosi che hanno voluto manifestare la loro vicinanza alla squadra scioccata per la morte del suo capitano. Ad attendere i giocatori il patron Andrea Della Valle e tutti i massimi dirigenti. Inoltre intorno allo stadio ci sono centinaia di tifosi della Fiorentina che si sono recati lì per ricordare il capitano.

LA NOTIZIA SUL SITO DELLA VIOLA, LA CARRIERA DI ASTORI
A dare notizia della morte è stata la società viola con una nota sul suo sito: “La Fiorentina profondamente sconvolta si trova costretta a comunicare che è scomparso il suo capitano Davide Astori, colto da malore – si legge sul sito ufficiale della società dei Della Valle – Per la terribile e delicata situazione, e soprattutto per rispetto della sua famiglia si fa appello alla sensibilità degli addetti ai lavori”. Nato a San Giovanni Bianco in provincia di Bergamo il 7 gennaio 1987, difensore centrale mancino di buona tecnica e grande prestanza fisica, inizia a giocare nel Ponte San Pietro, squadra satellite del Milan: viene integrato nella primavera milanista fino alla stagione 2005-2006. Nel 2006-2007 viene ceduto in prestito al Pizzighettone, in Serie C1. Tornato al Milan, nella stagione 2007-08 passa, sempre in prestito, alla Cremonese in Serie C1. Nell’estate 2008 viene acquistato dal Cagliari, squadra con cui esordisce in Serie A e con cui colleziona 174 presenze e 3 gol. Il 24 luglio 2014 viene ufficializzato il passaggio del giocatore in prestito alla Roma, con la quale colleziona 29 presenze ed 1 rete. Dopo essere rientrato dal prestito dalla Roma, il 4 agosto 2015 viene ufficializzato il suo passaggio alla Fiorentina, in maglia viola collezione 88 presenze segnando 3 gol diventandone anche il capitano. Astori ha disputato anche 14 partite con la maglia della Nazionale, il suo esordio il 29 marzo 2011, a 24 anni, nell’amichevole Ucraina-Italia (0-2).

LA FIGC: “MINUTO DI RACCOGLIMENTO”
“Dopo l’improvvisa scomparsa del calciatore della Fiorentina e della Nazionale Davide Astori, trovato senza vita questa mattina nel ritiro dei viola in vista della gara di oggi contro l’Udinese, il Commissario Straordinario della FIGC Roberto Fabbricini, d’intesa con il Presidente del CONI Giovanni Malagò, ha disposto un minuto di raccoglimento in memoria di Davide tra oggi e domani su tutti i campi di calcio dove sono in programma le gare delle rispettive giornate di campionato. La Federcalcio, rappresentando il sentimento dei dirigenti, dei tecnici e del personale che in tanti anni hanno conosciuto e apprezzato Davide nel suo percorso con le Nazionali, esprime il proprio cordoglio alla famiglia Astori”. E’ quanto riferisce la Federazione in una nota.

MALAGO’: “MOLTI GIOCATORI HANNO CHIESTO DI NON SCENDERE IN CAMPO”
Il presidente del Coni e commissario straordinario della Lega di A, Giovanni Malagò, ha convocato una conferenza stampa per spiegare la decisione di rinviare tutta la giornata di campionato: “Sono vicino alla compagna Francesca, alla figlia Vittoria. La decisione è stata quella giusta e doverosa – ha detto Malagò – Il calcio che io immagino e che voglio è un calcio di valori, ideali e rispetto non solo dell’atleta ma dell’uomo”. Scendendo nel particolare, Malagò ha spiegato come si è arrivati alla decisione: “Verso le 10 mi ha chiamato Marco Brunelli della Lega e mi ha dato questa notizia drammatica – ha raccontato – Mi ha spiegato che i dirigenti della Fiorentina erano andati a bussare in camera di Astori e lo avevano trovato senza vita. Sono rimasto senza parole”. “Nel frattempo – ha aggiunto – Genoa e Cagliari stavano per scendere in campo. Davide aveva giocato in Sardegna ed i suoi vecchi compagni di squadra avevano esternato di non voler entrare in campo. Ho contattato sia Giulini che Preziosi e poi con Nicchi abbiamo rinviato la partita”.

Malagò è andato anche oltre: “Dopo questo ho ricevuto molti messaggi, da presidenti, da Damiano Tommasi che mi rendevano partecipe che in tutte le squadre c’erano giocatori che manifestavano medesima opinione” ha spiegato. “La partita che poteva essere maggiormente in discussione per il rinvio era chiaramente Milan-Inter, squadra in cui mi hanno detto ci sono giocatori che non se la sentivano di scendere in campo – ha raccontato – ho cercato allora il ministro Minniti ma era in volo allora ho parlato con il Capo della Polizia dicendogli che volevo rinviare la giornata. Mi hanno detto – ha detto – che avevano la stessa opinione e quindi ho deciso di rinviare tutte le gare compreso il derby. Il Milan ha dato subito disponiblità”. Per quanto riguarda il recupero delle gare non disputate, Malagò ha spiegato che “domani c’è una riunione in Lega con i dirigenti delle società che era già prevista. Ci sono varie possibilità. Qualcuno ha anche proposto di far slittare il campionato di una settimana visto che l’Italia non disputa i Mondiali ma mi devo ancora confrontare con tutti”.

Nella fattispecie, l’ipotesi più probabile è lo slittamento della finale di Coppa Italia alla settimana successiva all’ultima di campionato prevista già per il 20 maggio, con le gare di Serie A rinviate oggi che saranno recuperate proprio nel giorno della finale di Tim Cup del 9 maggio. L’alternativa è recuperare il 14 marzo tutte le gare rinviate, ad eccezione di Samp-Atalanta e Milan-Inter che si recupereranno il 9 maggio con la finale di Coppa comunque rinviata a dopo il campionato. Questo perché il 14 marzo è già previsto il recupero di Atalanta-Juve mentre il Milan potrebbe avere tutte le date occupate per gli impegni in Europa League.

PROCURATORE DI UDINE: “POSSIBILE APERTURA DI UN FASCICOLO”
“L’ispezione esterna è stata già effettuata, noi però dobbiamo leggere cosa scriverà il medico legale. I carabinieri hanno sentito tutti i compagni di squadra e il medico della squadra, che potevano aiutarci a capire cosa è accaduto. L’ipotesi della tragica fatalità è quella che si affaccia più sicura”. Lo ha detto il Procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo intervenuto a RadioUno sulla morte del capitano della Fiorentina. “Domani decideremo se aprire un fascicolo, potrebbe essere a carico di ignoti per il momento e valutare se disporre o no l’autopsia”, ha aggiunto. “Quello che colpisce è che si tratta di un giovane seguito medicalmente, perché professionista, e se avesse avuto problemi di tipo cardiaco sarebbero venuti fuori. Se per fugare ogni dubbio è opportuna l’autopsia decideremo di disporla. Una vicenda che lascia sconcertati – ha concluso il procuratore – il dovere nostro è di accertare se si è trattato di una tragica fatalità o se invece c’è una spiegazione qualcuno avrebbe dovuto percepire prima”.