Ogni scheda è divisa in rettangoli: in quello superiore, è indicato il nome del candidato nel collegio uninominale, poi sotto ci sono tanti riquadri quanti sono i partiti che sostengono quel candidato. A fianco di ciascun simbolo è riportata una mini-lista con il listino dei candidati che corrono per i seggi assegnati con il metodo proporzionale: questi sono “bloccati“, ovvero votando la lista si voteranno automaticamente tutti i candidati indicati accanto. Non si può esprimere una preferenza sui candidati del listino: la scheda viene annullata.

L’elettore darà il suo voto con l’unica scheda sia per la parte uninominale (candidato unico della coalizione, indicato con nome e cognome sopra i simboli che lo sostengono) che per la proporzionale, dove i partiti corrono per sé e sulla quale si applicano le soglie di sbarramento (3% singolo partito, 10% coalizioni).

Tutte le modalità di voto ⇒

INDIETRO

Elezioni 2018, come si vota il 4 marzo. Il fac-simile della scheda elettorale per Camera e Senato

AVANTI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Elezioni 2018, la strategia dell’incertezza

next
Articolo Successivo

Ministri 5 Stelle, una mossa poco ortodossa in una campagna poco ortodossa

next