Il primo marzo di tredici anni fa moriva improvvisamente Alberto Castagna. Il mitico Dottor Stranamore se ne andava all’età di 59 anni a causa di un’emorragia interna. Castagna è stato un personaggio molto amato e apprezzato dal pubblico, e nell’anniversario della sua scomparsa alcune televisioni hanno celebrato il giornalista che tanto ha dato al mondo dello spettacolo italiano. “Mi addolora vedere anche a distanza di tanto tempo delle immagini di Alberto in tv“, ci racconta Francesca Rettondini, attrice che per tanti anni è stata al suo fianco, fino alla morte. “Lui ha rappresentato un periodo importante della mia vita ed è per me è sempre vivo il suo ricordo, un compagno di vita che ho amato tanto”.

Le ha fatto piacere vedere la celebrazione di uno dei suoi più importanti compagni di vita in tv?
Era da tanto tempo che non vedevo un ricordo di Alberto in televisione. Solitamente sono terrorizzata quando si ricordano certi personaggi perché ho paura di sentire cose poco consone o poco rispettose, invece ieri a Pomeriggio 5 gli hanno dedicato una bella pagina.

Il mondo della tv non fa abbastanza per ricordare Alberto Castagna?
No, infatti sono stupita da quanto successo ieri.

Perché non si trovano le occasioni?
Bisognerebbe dedicargli almeno un premio giornalistico o un premio tv. Sicuramente si potrebbe sicuramente fare qualcosa di più per la sua memoria, perché ha dato tanto alla nostra televisione ed è stato uno dei personaggi più importanti del settore. Ma in Italia, purtroppo, funziona così. Anche il mio amico Gigi Sabani, scomparso prematuramente, non viene celebrato come dovrebbe.

Cosa manca di lui alla televisione di oggi?
Alberto ti faceva sentire a casa, non era il presentatore canonico e istituzionale. Oggi mancano quella discrezione, quella preparazione, quella giusta ironia mai fuori luogo, quel garbo e quella tanta umanità. E’ stato un maestro per tanti, anche se ormai in tv sono rimasti in pochi a essere grandi. Cito solo Baudo, Costanzo, Bonolis e Scotti.

Che ricordo ha di Castagna?
Noi eravamo sempre insieme. Ogni volta vedevo tre volte le puntate di Stranamore: durante le esterne con il camper, durante la registrazione e durante la messa in onda. Lo seguivo e lo studiavo. Lui era un animale da palcoscenico, gestiva la sua trasmissione nel migliore dei modi. Percepiva l’amore del suo pubblico e lo restituiva appieno. Era una persona che ti entrava nel cuore.

Oggi che rapporti ha con sua figlia, Carolina, oggi 26enne e laureata in medicina?
Sono molto affezionata a lei e ci tengo molto. L’ho vista crescere e ora che si è laureata sono così orgogliosa. Ha fatto un lungo percorso che ora ha dato i suoi frutti, se lo merita. Lei considera la nostra una sorta di famiglia allargata e mi fa davvero piacere. Con la sua innata sensibilità ha capito tante cose della storia mia e di suo padre. Lei mi considera una zia e per me è una cosa bellissima.

È stata male quando l’accusavano di sfruttare il nome di Castagna per farsi pubblicità?
Quando è venuto a mancare sono andata spesso a raccontare la nostra storia in televisione, anche se provavo un dolore immenso dentro di me. Andavo a parlare di Alberto per sentirlo più vicino e per condividere la sua figura con il suo pubblico, perché avevo la sensazione che parlandone fosse ancora tra noi. Era una mia forma d’ingenuità e in tanti mi hanno criticata. Solo dopo ho capito che mi stavano sfruttando. Infatti, quando me ne sono resa conto, non mi sono più fatta vedere in certi salotti.

È da un po’ che non la vediamo in tv, si sta dedicando al cinema?
Non mi interessa presenziare ai talk show che vertono su questi argomenti. Oggi mi occupo di produzione cinematografica con una casa di produzione (la Starlight Movie Production, ndr). Mi accingo a realizzare un film con la partecipazione di Angela Finocchiaro, Anna Galiena e Myriam Catania. Avrà una distribuzione internazionale. Lo considero un po’ mio figlio”.