La The Weinstein Company è stata tolta dalle mani di Harvey Weinstein e d’ora in avanti avrà un cda in gran parte femminile. La compagnia di produzione e distribuzione cinematografica co-fondata nel 2005 da Bob e Harvey Weinstein – quest’ultimo travolto della accuse di molestie e violenza sessuale che hanno fatto il giro del mondo -, era la diretta prosecuzione industriale della compagnia indipendente Miramax che i fratelli avevano fatto nascere nel 1979. Da poche ore è la donna d’affari Maria Contreras-Sweet a guidare il gruppo di investitori che ha sborsato 500 milioni di dollari per rilevare l’insieme dei beni dell’azienda, tra cui film (sono quasi 300) e programmi TV. Nel pacchetto di acquisto è previsto anche un fondo di risarcimento alle vittime di 90 milioni di dollari. L’entità non proprio adeguata di questo “innovativo” fondo avrebbe frenato l’operazione di acquisizione proprio una settimana fa quando il procuratore generale di New York Eric Schneiderman è intervenuto bloccando le trattative oramai al rush finale. Anche i 150 dipendenti che lavorano per The Weinstein Company sono stati invitati a rimanere nell’organigramma della nuova società.

“Lanciamo una nuova società con un nuovo consiglio d’amministrazione e una nuova visione d’insieme che incarna i principi morali che abbiamo assunto da quando abbiamo iniziato questo processo lo scorso autunno” – ha spiegato la Contreras-Sweet. “Grazie a questi principi che mai hanno vacillato abbiamo costruito uno ‘studios’ guidato da un consiglio di amministrazione formato da una maggioranza di donne indipendenti, salvando posti di lavoro, proteggendo le piccole imprese che hanno rapporti economici con la TWC, e creando un fondo di indennizzo per le vittime che sono state danneggiate. È un risultato positivo in mezzo a circostanze incredibilmente difficili”. La Contreras-Sweet, che ha guidato l’agenzia governativa Small Business Administration sotto la presidenza Obama, sarà la presidente della nuova compagnia che avrà un consiglio di amministrazione a maggioranza femminile. L’altro protagonista della mini cordata che ha rilevato i debiti (oltre 275milioni di dollari) della TWC si chiama Ronald Burkle, investitore e “filantropo”, attivo nel mondo del “venture capital” e con molte operazioni di salvataggio e gestione di grosse catene di supermercati. Burkle, anche lui vicino al Partito Democratico, aveva già lavorato con i fratelli Weinstein co-finanziando alcuni film distribuiti dalla società indipendente.