Quante volte abbiamo cercato le chiavi dell’auto in tutta la casa perché non erano al solito posto? O magari abbiamo perso un’ora per ritrovare quella camicia da indossare inghiottita dall’armadio? Una perdita di tempo inutile che ci ha fatto innervosire e arrivare in ritardo al nostro appuntamento. Colpa del caos che spesso regna sovrano nelle nostre vite. Ma c’è un modo per evitare questi inconvenienti della vita moderna, imparando a vivere meglio e riconquistando spazi per sé: rimettere “Tutto a posto!” come consiglia il libro di Daniela Faggion, in libreria da giovedì 22 febbraio (Morellini Editore). Duecentoventiquattro pagine da leggere tutte un fiato con tanto di suggerimenti operativi sul “come gestire al meglio gli spazi della nostra vita”. Senza tuttavia tralasciare un po’ di teoria su temi come la concentrazione, l’organizzazione lavorativa e casalinga, l’arte dei piccoli passi.

In un libro leggero, che sarà presentato dall’autrice il 23 febbraio a Milano (Open, viale Montenero 6 dalle 19), Faggion, giornalista e mamma, cerca un nuovo ordine per tempo e spazio con l’ambizione di offrire al lettore gli strumenti per ritrovare una dimensione più umana in cui c’è anche tempo per la propria creatività. Riordinare non è certo cosa facile. E proprio per questo l’autrice tra in ballo testimonianze di super-esperti come Francesco Cirillo, programmatore italiano residente a Berlino e inventore della tecnica del Pomodoro che punta a farci lavorare seguendo i ritmi della nostra mente e del nostro corpo. In che modo? Cambiando l’organizzazione della giornata e sfruttando tecniche di time management, la gestione del tempo. “Le sessioni di lavoro vengono chiamate Pomodori (nuova unità di misura del tempo), durano 25 minuti e sono seguite da 5 minuti di pausa che non possono essere saltati. – scrive l’autrice – Dopo i primi quattro Pomodori, la pausa deve essere un po’ più lunga (10/15 minuti), mentre dopo altri tre/quattro Pomodori deve esserci uno stacco deciso di almeno 30/40 minuti; se a qualcuno servisse un’ora, se la può concedere”. Il tutto seguendo un elenco generale delle cose da fare. In questo modo, come spiega Faggion, si fa quello che si deve fare in maniera concentrata ed efficace.

Ma la riorganizzazione del tempo è solo l’inizio di un intenso lavoro finalizzato a migliorare la propria vita. E’ necessario infatti anche occuparsi di riordinare gli spazi: dalla casa al luogo di lavoro per arrivare a soffitte e cantine. In che modo? Attraverso un viaggio in un mondo in cui spesso abbiamo accumulato troppo per colpa del mam-mantra, cioè il pensiero “Potrebbe sempre servire”, che, secondo l’autrice, ricorre spesso quando si tenta di buttar via qualcosa (decluttering o space-clearing, detta con termini inglesi). Il viaggio dovrà però avere un approccio diverso: dovrà essere basato sullo smam-mantra, che l’autrice sintetizza nell’espressione “Voglio vivere ciò che so di essere adesso”. Facile a dirsi, più complicato a farsi perché lo spettro di voler trattenere cose inutili è sempre dietro l’angolo. Non a caso all’estero da tempo esiste la figura del professional organiser, una figura professionale che può essere chiamata ad intervenire nella riorganizzazione dei propri spazi vitali e solo in tempi recenti riconosciuta in Italia.

Tuttavia, come ammonisce la scrittrice, “non c’è criterio di selezione e organizzazione che tenga, però se non decidiamo di cambiare radicalmente il nostro approccio al consumo. Anche (e soprattutto) se non siamo ecologisti convinti e consumatori avveduti dovremmo seguire la tendenza minimalista degli ultimi anni, per cui si cerca di comprare meno oggetti, che siano utili e più volte utilizzabili, possibilmente “responsabili” dal punto di vista ambientale ed “etici” nei confronti di chi li produce”.

Cambiare approccio è, in sintesi, il messaggio finale di un libro che ricorda quanto sia importante il tempo che abbiamo a disposizione. Come suggerisce la Faggion, riportando le parole del business man statunitense Harvey Mackay, “Il tempo è gratis, ma è senza prezzo. Non puoi possederlo, ma puoi usarlo. Non puoi tenertelo, ma puoi spenderlo. Una volta perso non potrai mai ritrovarlo” . Meglio quindi imparare ad usarlo al meglio sfruttando piccole astuzie che ci aiutano ad evitare di perdere ore alla ricerca delle chiavi dell’auto e che ci consentono di usare il tempo nel modo che ci rende più felici e soddisfatti. “Ognuno si organizzi nel modo in cui riesce a essere felice – scrive Faggion – questo è un ordine!”.