Laura Boldrini è stata ripetutamente vittima di campagne di odio sessista infarcite da notizie false inventate ad hoc, la qual cosa ho trovato disgustosa tanto quanto ho trovato disgustosi gli insulti sessisti da maschio minus habens rivolti a Maria Elena Boschi o a Mara Carfagna o a qualsiasi altra donna in politica e non. La Boldrini si è giustamente e vivamente lamentata di queste aggressioni e ha reagito pubblicando in rete, insieme ai nomi degli utenti, alcuni post offensivi indirizzati a lei e procedendo a denuncia penale a seguito della quale, come spiegato dalla stessa Boldrini, la campagna di odio si è attenuata.

Con ogni evidenza Laura Boldrini è ben consapevole di quanto l’uso della rete possa essere malvagio, di come notizie false possano essere utilizzate per amplificare l’odio che si cerca di scatenare e di cosa significhi essere oggetto di campagne tendenti a screditare, offendere, mettere alla gogna, incitare all’odio. Nonostante questa consapevolezza, forse nel tentativo di raccattare un po’ di voti per una formazione politica che stenta, la presidente della Camera ha replicato le modalità delle campagne contro di lei con un improvvido tweet del 18 febbraio nel quale accomuna i “manager” in una categoria di  persone che “guadagnano centinaia di volte (!) più degli operai” e che più licenziano più guadagnano.

In due frasette messe male insieme, la Boldrini ha condensato: generalizzazione, notizie false, diffamazione e incitamento all’odio sociale.

Partiamo dalla notizia palesemente falsa: la retribuzione lorda media di un operaio nel 2016 è stata di circa 24.000 €. Moltiplicandola per qualche centinaio (la Boldrini non è stata precisa, ma facciamo almeno due, altrimenti avrebbe dovuto usare il singolare) si ottengono 4 milioni e ottocentomila euro. Immagino che dirigenti e quadri, appartenenti alle generalizzata categoria di “manager” sarebbero ben lieti di avere una retribuzione media di 4.800.000 € annui, ma purtroppo non è così. Infatti nel 2016 i quadri hanno percepito in media circa 54.000 € lordi e i dirigenti circa 101.000 € lordi, rispettivamente circa il doppio e circa quattro volte la retribuzione media di un operaio e, ciò che sembra più rilevante, circa la metà (i quadri) e un po’ meno (i dirigenti) della retribuzione della Boldrini come presidente della Camera.

Non si sa se nel caso specifico Boldrini diffonda consapevolmente una notizia falsa o se sia ignorante in materia di retribuzioni; sta di fatto che a un lettore poco analitico, esemplare piuttosto comune in rete, il messaggio (falso) arriva forte e chiaro: ogni manager percepisce una retribuzione pari a quella di duecento operai (!), iniziate a odiarlo un po’.

Non contenta, Boldrini ci ha messo il carico, indicando che non solo “i manager” sono dei ricchi satrapi ma che per di più si guadagnano l’assurda ricchezza (anche) licenziando persone, anzi, quest’ultima attività li farebbe guadagnare anche di più. Insomma, una categoria di cinici e perversi con redditi mai visti; ora è il momento di odiarli con tutte le vostre forze!

Non so che dimestichezza Laura Boldrini abbia con le imprese, ma ritengo molto poca, altrimenti non solo conoscerebbe i livelli retributivi dei manager, ma anche i loro ruoli, compiti, parametri sui quali vengono valutati, responsabilità alle quali sono chiamati e caratteristiche del lavoro; un’esperienza in azienda di un paio di anni potrebbe aiutarla a capire prima di esprimersi. Potrebbe capire che quasi tutti i “i manager” provengono da lunghi anni di studio, che per moltissimi di loro il lavoro non finisce quando suona la sirena della fabbrica, che sono responsabili non solo della propria attività ma anche di quelle di altri, compresi gli errori che altri possono commettere, che hanno responsabilità legali oggettive, che molto spesso devono fare da mediatori tra gli interessi divergenti di proprietà e maestranze, ma soprattutto che quasi nessuno di essi può licenziare, con l’eccezione di qualche dirigente apicale. Attizzare l’odio contro questa categoria è immotivato e malvagio, oltre a far pensare che l’uguaglianza alla quale punta la sua formazione politica sia perseguita impoverendo i manager anziché arricchendo gli operai.

Non so se Boldrini si sia resa conto dell’enormità di quanto ha twittato; se non se ne è resa conto, sarebbe lecito aspettarsi un tweet di scuse alla categoria, se invece ne è stata consapevole dovrebbe aspettarsi una protesta formale da parte delle categorie che rappresentano i manager. Soprattutto, come si fa a sollecitare solidarietà quando si è vittime e a utilizzare gli stessi deprecati sistemi verso gli altri?

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