“La campagna elettorale più sgangherata che ricordi”. Lo ha detto Emma Bonino, leader di +Europa, a Napoli per un appuntamento elettorale. “Ne abbiamo sentite di tutti i colori, e si spegneranno come candele il 5 marzo. Non è una novità, ma così tante e tutte insieme non ne ho viste altre”. È una campagna “fatta di bufale, a chi la spara più grossa, a chi promette cose improponibili”.

“Nella situazione di finanza pubblica in cui siamo – ha sottolineato – vorremmo fare in modo che questa ripresa, pur se fragile, non venga sprecata, ma consolidata e non si deve sprecare con maggiore debito”.

“Sarà più popolare e facile promettere tagli delle tasse e il canone, ma non è così – ha proseguito – La spesa pubblica del nostro paese può essere rimodulata all’interno, potremmo togliere qualche sussidio a perdere, qualche municipalizzata in rosso, ma non è il momento di fare altro debito”.

“Poco si capisce sul come votare con questo Rosatellum – ha concluso – Però vedo che in questo Paese c’è un polo isolazionista antieuropeo, un po’ triste e nazionalista che è anticamera del razzismo. Ci sono segnali che mi preoccupano”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Elezioni 2018, Prodi sceglie “Insieme” e benedice Gentiloni: “Ha le idee chiare”

prev
Articolo Successivo

Elezioni, ‘assunzioni nella pubblica amministrazione’: la stessa ricetta per il Sud da 150 anni

next