Borse europee tutte in calo, in apertura, sulla scia del lunedì nero dei listini Usa. Che nella notte italiana ha scatenato forti vendite sulle piazze asiatiche, con Tokyo giù del 4,73%, Shanghai del 3,4% e Hong Kong del 4,55 per cento. Gli analisti attribuiscono la correzione di rotta dei mercati statunitensi, positivi da mesi, ai dati sull’aumento dei salari, che sono cresciuti al tasso più rapido dal 2009. Questo determinerà un aumento dell’inflazione e fa ritenere che la banca centrale statunitense, la Fed – le cui redini sono appena passate nelle mani di Jerome Powell – possa aumentare i tassi di interesse più del previsto. Un impatto, nel breve periodo, ce l’ha anche la riforma fiscale varata da Donald Trump, che consente di riportare in patria capitali detenuti all’estero pagando un’aliquota del 15,5%. Questo, agli occhi degli azionisti, fa calare gli utili attesi.

La correzione al ribasso era in parte attesa dato che i fondi speculativi hanno anticipato gli sviluppi futuri prendendo beneficio dai recenti rialzi borsistici. “Le borse scendono – spiega un operatore all’Ansa – per motivi finanziari e non economici, come dimostra il rialzo del dollaro a 1,24 sull’euro”.

Piazza Affari ha aperto a -3,6%, Londra a -3. Parigi in avvio perdeva l’1,48% mentre Madrid ha limitato il calo iniziale a -1,44 per cento e Francoforte a -0,76 per cento. L’indice Stoxx Europe 600, composto dai 600 titoli a maggiore capitalizzazione del Vecchio continente, ha lasciato sul terreno il 2,8%, la maggiore perdita dal giugno 2016, dopo il voto sulla Brexit.