Incensurato e di Macerata. Luca Traini, l’uomo che ha sparato a bordo di un’auto contro alcuni immigrati per le strade del capoluogo marchigiano e ha 28 anni. Negli anni scorsi, spiega Francesco Clerico, titolare della palestra Robbys che ha frequentato fino a quando non è stato cacciato a ottobre, era stato vicino a Forza Nuova e a CasaPound. Nel 2017 è stato candidato per la Lega Nord alle comunali di Corridonia – comune di 15mila abitanti in provincia di Macerata – e la sua foto è ancora sulla pagina facebook del partito. In un manifesto elettorale, Traini appare insieme al candidato sindaco della Lega Nord per Corridonia, Luigi Baldassarri che presenta la sua nuova squadra. Si tratta della tornata elettorale del 11 giugno scorso. Nel programma, anche il “controllo degli extracomunitari“.

“Direi che da una decina d’anni era diventato così, prima aiutava il prossimo, era un buono – ha aggiunto Clerico -, gli hanno inculcato idee sbagliate, è cambiato. Non ci aveva mai dato problemi in palestra. Aveva anche amici di colore. Ho provato tante volte a farlo ragionare. Chi si aspettava questo?”.  Traini, prosegue, “era andato in cura da uno psichiatra, che a quanto diceva lo aveva giudicato ‘border line’. Lui – continua Clerico – quasi era orgoglioso di questa definizione, a dimostrazione di quanto fosse ignorante e scemo – dice Clerico, che sostiene di conoscere Traini da una decina d’anni -. Aveva una situazione familiare disastrosa: il padre se n’era andato quando era piccolo e la madre, anche lei con grossi problemi, lo aveva cacciato più di recente”.

Traini quindi “viveva con la nonna. Ho provato tante volte ad aiutarlo, a riportarlo sulla retta via. Ha fatto dei lavoretti, ma duravano sempre poco. Di solito come manovale, ma anche come buttafuori. Ultimamente aveva perso un altro lavoro. Clerico non sa dire se quanto fatto da Traini oggi sia legato alla vicenda di Pamela Mastropietro, la 18enne romana trovata a pezzi nel Maceratese, ma a legarlo al caso della giovane è Maria Letizia Marino, segretaria Lega della provincia di Macerata, che a Radio Capital ha detto: “Ha frequentato la nostra sede per un po’ di tempo e non aveva mai manifestato opinioni razziste. Si è comportato correttamente dal primo all’ultimo giorno che lo abbiamo visto. Sappiamo che da qualche tempo frequentava una ragazza romana con problemi di droga, tutto ci lascia pensare che fosse la povera Pamela”.

Alto circa 1,80 e rasato, Luca Traini è stato fermato dopo avere ferito almeno sei persone nei pressi del Monumento ai Caduti. Lì  è sceso dall’auto, si è tolto la giacca e si è messo un tricolore sulle spalle. Secondo quanto riporta il Tgcom, dopo essere salito sui gradini del Monumento, si è girato verso la piazza e ha fatto il saluto fascista. Davanti ai carabinieri non ha opposto resistenza. A bordo dell’auto sono stati trovati una pistola Glock 4, una tuta mimetica, sul cruscotto piume bianche, appunti a penna e bottiglie d’acqua.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Macerata, spari da auto in corsa: il momento dell’arresto davanti al Monumento dei caduti

prev
Articolo Successivo

Sparatoria Macerata, Salvini: “Immigrazione incontrollata porta a scontro sociale”. Saviano: “Lui mandante morale”

next