Polemica vivace a L’Aria che Tira (La7) sul M5s e sull’ipotesi di una loro vittoria alle elezioni. A dare il ‘la’ allo scontro è la giornalista de Il Corriere della Sera, Maria Teresa Meli, che critica la ‘tre giorni elettorale’ pentastellata conclusasi a Pescara ieri: “Hanno imitato Renzi con la presentazione delle slides, dopo averlo preso in giro. Hanno fatto quei titoli buffissimi in inglese. Ma parlate in italiano. Anzi, non lo sanno parlare, quindi forse è meglio l’inglese. Il M5s è un partito come gli altri, o meglio è un partito-azienda. Hanno deciso per il candidato presidente del Consiglio più accettabile, quello che spaventa di meno per quella sua arietta da ragazzino perbene. Grillo” – continua – “si è messo da parte. Anzi, chiedo ai colleghi giornalisti di spiegarmi bene qual è la vera storia tra Grillo e il suo movimento, visto che dicono che è tornato e invece è di nuovo scomparso”. Il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Ferruccio Sansa, osserva: “A me non ha convinto la scelta di alcuni candidati del M5s, perché mi sembra che siano stati selezionati con gli stessi criteri vigenti in altri partiti. Sono state preferite persone note a gente che ha manifestato un impegno coerente e lungo nella società civile. A parte questo, una delle più grandi mistificazioni di questa campagna elettorale è il continuo dire che i 5 Stelle debbano dimostrare la loro competenza, come se quelli di centrodestra e di centrosinistra che finora ci hanno governato fossero competenti. Ma scherziamo?”. E aggiunge: “Ci siamo dimenticati di coloro che sono stati portati in Parlamento da questi schieramenti? Gente che non sa l’italiano e che è stata sbertucciata anche dalla satira. Vogliamo davvero credere che il M5s debba dimostrare la stessa competenza degli altri? Io mi auguro di no. Vorrei che fossero molto meglio”. “Gli indicatori macroeconomici dopo 4 anni di governo Pd sono positivi” – ribatte Meli – “Forse, se ci fosse stato Berlusconi, sarebbe stato uguale. Però abbiamo avuto un governo di competenti. I governi di Raggi a Roma e di Appendino a Torino sono fatti di incapaci. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Io ho il terrore che l’Italia finisca come Roma. Io ho paura. Tu no, io sì”. Sansa controbatte: “Veramente ci sono stati ministri degli Esteri che non conoscevano le lingue. Non devo difendere il M5S, che ho criticato abbondantemente. Ma mi stupisce che l’onorevole Gasparri punti il dito contro il fatto che il sindaco di Livorno sia indagato, quando ha un presidente incandidabile e pregiudicato”. E Gasparri rinfaccia che i 5 Stelle sono somari