“Una laurea in Scienze della comunicazione? E cosa pensi di farci?”. Nel suo percorso universitario lungo cinque anni e che si è concluso con un 110 e lode, Isotta Pieraccini si è sentita ripetere più volte questo ritornello. Eppure lei, forte di una scelta fatta con il cuore e con la testa, non si è mai fatta influenzare. E il tempo le sta dando ragione. Nata a Vernio, paesino in provincia di Prato, 28 anni fa, ha studiato tra Bologna e Firenze, ma subito dopo la specialistica ha comprato un biglietto aereo di sola andata: “Anche se avevo fatto il liceo linguistico mi sono resa conto di non conoscere a sufficienza l’inglese, così ho deciso di colmare questa lacuna – racconta -. Ho fatto le valigie e sono partita per Londra”. A quel tempo non aveva ancora un piano preciso, il primo obiettivo da raggiungere era imparare la lingua: “Lavoravo come cameriera 35 ore alla settimana e il resto del tempo lo dedicavo allo studio – ricorda -, frequentavo corsi con persone di altre nazioni, leggevo Hemingway, guardavo film”.

Come per tanti connazionali, anche per lei la capitale inglese è stata una washing machine: “Ho incontrato moltissime persone, tra cui tre ragazzi spagnoli che sono diventati presto miei amici”, spiega. Nell’estate del 2015 la invitano a passare qualche giorno da loro a Barcellona: “È stato un vero e proprio colpo di fulmine – ricorda -, sono passati due anni da quel giorno e non me ne sono mai andata”. La città catalana è diventata ben presto la sua nuova casa:Londra mi aveva un po’ stancato – ammette -, mi mancavano il clima e l’atmosfera che si respirano nei Paesi latini”.

Londra mi aveva un po’ stancato, mi mancavano il clima e l’atmosfera che si respirano nei Paesi latini

A Barcellona, però, bisognava ricominciare da capo: “Non avevo mai studiato lo spagnolo in vita mia, ma in sei mesi sono riuscita a impararlo – ricorda -, e intanto per mantenermi lavoravo come web writer freelancer per alcuni siti”. Una volta superato l’ostacolo comincia a lavorare come cameriera: “Un mio amico aveva appena aperto un ristorante e ho deciso di aiutarlo nella fase delicata dell’avviamento dell’attività”, spiega. Ma il pallino della comunicazione era sempre lì: “Ho amato profondamente gli studi che ho fatto e ci ho sempre messo impegno e passione – ricorda -, per questo a un certo punto ho capito che era arrivato il momento di mettersi in gioco e costruire la mia strada”.

L’estate scorsa inizia a guardarsi intorno e a mandare curriculum e presto arriva una bella notizia: “Un posto da assistente di marketing e comunicazione per un’impresa catalana che opera a livello internazionale – racconta -, sono qui da qualche mese e non potrei essere più contenta”. Da part-time l’impiego si è poi trasformato in un full-time: “Lavoro otto ore al giorno, ma con orari flessibili e ho la fortuna di essere circondata da un ottimo gruppo di colleghi”, sottolinea. E finalmente può mettere in pratica quanto studiato: “La reputazione intorno alla mia laurea non è delle migliori – ammette -, ma la verità è che la gente e la nostra classe politica non conoscono affatto il settore della comunicazione e non si rendono conto che è alla base del successo di qualsiasi impresa o movimento”. A oggi Isotta non ha dubbi sul suo futuro: “A Barcellona sono felice, ho trovato tutto quello che stavo cercando, mentre la situazione in Italia mi sembra sempre troppo nebulosa – conclude -, ora come ora a tornare non ci penso proprio”.

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