Ha sterminato a colpi di carabina la moglie, i quattro figli dai 13 ai 21 anni e i due labrador di famiglia nell’aprile del 2011. Poi ha sepolto i corpi nel giardino di casa, chiusi in sacchi di juta e cosparsi di calce, ed è sparito nel nulla. Da allora Xavier Dupont de Ligonnès, oggi 56 anni, soprannominato il “mostro di Nantes”, è ricercato. Ma nelle ultime settimane diversi testimoni hanno detto alla polizia di averlo riconosciuto a inizio dicembre ad una messa celebrata nel monastero di Saint-Désert-des Carmes, a Roquebrune-sur-Argens, nel sud della Francia. Non solo: il sito M6 precisa che il fuggitivo è stato visto vestito da monaco da almeno tre o quattro persone. I responsabili del monastero avevano confermato la presenza della polizia all’interno dell’edificio ma smentito che il fuggitivo potesse trovarvisi nascosto. E di fatto il blitz della polizia avvenuto oggi all’interno della struttura non ha portato a nessun risultato.

Il massacro – Dopo il ritrovamento dei cinque cadaveri, avvenuto il 22 aprile, tutti gli elementi hanno portato gli inquirenti a pensare ad un massacro premeditato. L’uomo si era procurato nei giorni precedenti i sacchi di juta e la calce con la quale ha cosparso i corpi. Alcuni testimoni avevano riferito di averlo visto mettere dei grossi borsoni nel bagagliaio dell’auto quindici giorni prima della strage. Da tempo inoltre Dupont metteva in giro voci di un imminente trasferimento in Australia. Ne aveva informato anche la scuola dei figli più giovani ed il datore di lavoro della moglie, bidella e insegnante di catechismo. Gli armadi di casa erano stati svuotati, le finestre sprangate, il contratto d’affitto rescisso. Un foglietto era stato attaccato alla cassetta della posta: ”Rinviare al mittente”.

Ad alcuni amici Dupont aveva anche raccontato di essere in realtà un agente segreto in missione. Le informazioni sulla sua vita professionale, d’altra parte, sono sempre state scarse e confuse: di certo si sa solo che era spesso assente da casa per lavoro. Della famiglia non si avevano più notizia dal 4 aprile. E sono stati proprio il comportamento strano dell’uomo e le sue frasi considerate ”deliranti” a far insospettire i vicini e la polizia. È stato visto l’ultima volta il 15 aprile 2011 a Roquebrune-sur-Argens, nel Var, poco lontano da Frejus, al confine con l’Italia, dove è stata ritrovata la sua auto, una Citroen C5.