Siparietti vivaci a Omnibus (La7) tra l’ex leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, e l’ex ministro Dc, Paolo Cirino Pomicino, ritrovatisi faccia a faccia dopo il concitato duello televisivo di due anni fa, sempre sulla rete di Cairo. Nel corso della trasmissione, i due politici si prendono in giro, scherzano, si punzecchiano frequentemente. Il dibattito verte sulla imminente campagna elettorale e sulle differenze tra la Prima e la Seconda Repubblica. L’ex magistrato ribadisce la tesi già foriera del suo acceso scontro con Cirino Pomicino nel 2016 e ironicamente si rivolge al suo interlocutore: “Ora chissà quante me ne dirai, per favore cerca di stare fermo e non mi menare”. Poi esprime un mea culpa sulla fallimentare selezione della classe dirigente nella Seconda Repubblica: “Mi ci metto anche io. E lo stesso errore è commesso da Beppe Grillo. Noi ‘personaggi’, anziché costruire umilmente una classe dirigente, abbiamo fatto altro”. “Si sono presi, cioè, i Razzi, i Scilipoti, i De Gregorio”, commenta la conduttrice, Gaia Tortora. E la reazione di Di Pietro è veemente: “Perché cita solo i miei? Questo non va bene, è una disinformazione che squalifica voi giornalisti. Razzi è uno dei 159 dell’altra Repubblica. E gli altri 158 chi sono?”. “Sì, ma lei stava parlando di se stesso”, replica la giornalista. “Ma ve ne volete andare a casa adesso?”, rincara Cirino Pomicino. “Io l’ho fatto”, ribatte Di Pietro. L’ex ministro democristiano sorride e menziona l’intervista rilasciata dall’ex leader dell’Idv a Repubblica, in cui ha annunciato la sua volontà di candidarsi in Molise come indipendente nel centrosinistra (“Sto valutando se candidarmi nel mio Molise per il Pd o Liberi e Uguali – ha affermato – Sarebbe meglio tutti e due insieme“). Dinanzi alle incalzanti domande di Cirino Pomicino, Di Pietro precisa: “Parliamo terra terra, se no qui poi… liberisti, liberali, cicìp-ciciòp e alla fine mia sorella, che mi sta guardando, impazzisce“. Qualche minuto dopo esplode un nuovo battibecco tra i due. “Non ti arrabbiare”, ammonisce Di Pietro. “No, quando uno dice sciocchezze, non mi arrabbio”, replica Cirino Pomicino. “Allora, non ti arrabbi manco con te stesso?”, controbatte l’ex magistrato, poi rimproverato dal democristiano, tra le risate in studio, perché è distratto.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Di Maio, Cirino Pomicino: “Dice sciocchezzuole e fa gaffe”. Di Pietro: “Non può dire che M5S è il migliore”

next
Articolo Successivo

Elezioni, Di Maio: “Centrodestra avanti negli uninominali? Presto per cantare vittoria: non ci sono ancora i nostri nomi”

next