“Dopo il voto voglio vedere forze in campo, numeri e soprattutto i programmi“. Pietro Grasso apre alla possibilità di far diventare Liberi e Uguali una forza di governo, ad allearsi con il Movimento cinque stelle o con il Partito democratico, magari senza Matteo Renzi, purché il suo partito sia “responsabile” e “fermo sui contenuti“. “Contribuire eventualmente ad un’alleanza di governo – spiega l’ex presidente del Senato in un’intervista a La Stampa – deve essere il mezzo per produrre la forte inversione di rotta che auspichiamo e non certo una scorciatoia per ricavare qualche poltrona in più”. Il magistrato detta però anche le sue condizioni: “Sostenibilità ambientale”, “welfare”, “parità contributiva tra uomo e donna”.

Nella sua intervista, Grasso non cita invece mai esplicitamente i possibili futuri alleati, ma qualche frecciata arriva comunque verso M5s e Pd. Come quando sottolinea che Liberi e Uguali vuole “andare incontro a chi pensa che il cambiamento si ottiene attraverso le istituzioni e non aprendole, come una scatoletta di tonno“. Il magistrato, tornando sul suo programma, non risparmia poi critiche al governo, alle “ricette neo-liberiste”, al “bonus bebè“, evidenziando anche quello che in questi anni non è stato fatto: “Un Piano di sostenibilità ambientale, la messa in sicurezza del territorio, a partire dalle scuole e un piano per il Welfare“, spiega a La Stampa. Un altro aspetto cardine è “la perfetta parità contributiva tra uomini e donne”: senza questo punto sarà difficile per Pd o M5s sedersi al tavolo con il magistrato. “Scegliere tra le politiche di sinistra-sinistra o una sinistra di governo? Non condivido questa diversità”, è la convinzione di Grasso.

Intanto però c’è una campagna elettorale da affrontare, in cui recuperare “gli elettori non più rappresentati dal centrosinistra” e “quei voti di sinistra andati al M5s”. Poi si potrà pensare alle alleanze e agli effetti “di una legge elettorale unica al mondo e il mio non è un complimento“, commenta Grasso. E chi in questa campagna elettorale non ha ancora deciso quale cavallo scegliere è un altro magistrato, Antonio di Pietro. “Sto valutando se candidarmi nel mio Molise per Partito democratico o Liberi e Uguali – ha annunciato l’ex leader dell’Italia dei valori in un’intervista a Repubblica – Sarebbe meglio tutti e due insieme“. Di Pietro ha confessato di essere stato contattato sia da Grasso che dal Pd. “Sono nato politicamente con il centrosinistra e la mia scelta non può essere che questa”, ha detto il magistrato, pur ammettendo alcune analogie tra la sua Idv e l’attuale M5s, di cui a suo avviso “il mio partito è stato apripista“. “E credo che proprio da quella mia esperienza i grillini abbiano imparato molte cose”, ha concluso Di Pietro.