Antonia Klugmann, grazie. Non si può dire altro alla chef triestina nuovo giudice di Masterchef Italia 7. Perché se è vero che Masterchef resta il miglior programma di cucina visibile sui nostri schermi, lo è altrettanto che il talent show di SkyUno mostra i primi segni di stanchezza. Il motivo è da ricercare soprattutto nell’allontanamento dal vero “cuore” di Masterchef: cucinare. Vedere gente che cucina, vai a capire perché, continua ad avere un innegabile fascino. A maggior ragione se, come in questo caso, c’è anche un elemento “sfida”.

Il problema è che gli autori hanno pensato di arricchire troppo il piatto e il “rischio mappazzone” è dietro l’angolo: storie strappalacrime, sfide sempre più macchinose, giochini scenici come la mano che esce dai banconi per porgere il cibo in pieno stile famiglia Addams (no, ragazzi, davvero, toglietela). E anche i giudici, vero fiore all’occhiello di questo show, rischiavano di mostrare un po’ di stanchezza.

Per carità, la triade Cannavacciuolo-Bastianich-Barbieri funziona, eccome. Ma l’invasione delle “storie” dei concorrenti avrebbe potuto spostare la conduzione verso uno stile probabilmente più adatto a C’è Posta per te. E invece è arrivata Antonia. Le hanno imputato di essere poco televisiva. Lo è? Bene! Il modo di fare secco e deciso della chef è una vera manna per un programma che ha bisogno di autenticità. Antonia liquida in poche parole quello che non va e non usa eccessiva enfasi nel fare complimenti. E’ sobria ed elegante. Per quanto visto finora, la chef è un’ottima scelta. E quasi verrebbe da ringraziare anche Carlo Cracco, per aver lasciato il suo posto in buone mani.