Via libera del ministero delle Politiche Agricole al riconoscimento del marchio Dop alla mozzarella di Gioia del Colle. E ri-scoppia la guerra tra produttori campani e pugliesi del cosiddetto ‘oro bianco’, dopo le tensioni di questa estate seguite alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La decisione presa a Roma, infatti, ha scatenato la reazione del presidente del Consorzio di tutela mozzarella di bufala campana Dop, Domenico Raimondo, che parla di “decisione inaccettabile” e preannuncia ricorso al Tar contro la denominazione di origine controllata a quella prodotta con latte vaccino.

“La partita non è affatto chiusa – commenta Raimondo – andremo fino in fondo e utilizzeremo ogni mezzo a disposizione per evitare quello che è a nostro avviso un clamoroso autogol dell’Italia”. Il ricorso alla magistratura, spiega il presidente del consorzio, “è il prossimo passo, ma anche a livello comunitario siamo pronti a far sentire la nostra voce, visto che l’ultima parola spetta all’Ue“.

Dal consorzio giudicano positivamente il fatto che nella nuova versione del disciplinare della Dop di Gioia del Colle si obbligano i produttori a scrivere sull’etichetta che il prodotto è ottenuto da latte vaccino, ma questo – sottolineano – va “inserito nel logo stesso della loro denominazione”. Tuttavia secondo i produttori campani questo non basta e quindi “la nostra attenzione resta massima su tutto l’iter, che è ben lontano dalla conclusione”.

E se Forza Italia, con la deputata casertana Giovanna Petrenga parla di “decisione scellerata del ministro”, chiedendo al governatore campano Vincenzo De Luca di battere un colpo, ben altra accoglienza ha avuto la decisione di Martina in Puglia: “L’annuncio della pubblicazione del disciplinare della mozzarella di Gioia del Colle sul sito internet del ministero e dell’invio della richiesta alla Commissione europea per il via libera al marchio Dop, è una bella notizia che premia la nostra battaglia e per la quale ringraziamo il ministro Martina”, esultano i deputati del Pd Dario Ginefra e Colomba Mongiello.

“Non dubitavamo – aggiungono – del fatto che il ministro si sarebbe attenuto al buon senso oltre ogni inutile e incomprensibile scontro di campanile per due prodotti della nostra filiera latte entrambi apprezzati in Italia e nel mondo. Il provincialismo di chi vive di gelosie e di pretese egemoniche è il primo nemico del Mezzogiorno”. Stempera i toni l’europarlamentare campano del Pd Andrea Cozzolino: “La differenza con la mozzarella di bufala campana – sottolinea – è sancita sia per il criterio della territorialità, sia per la differente materia prima usata, ovvero latte vaccino anziché di bufala. Tale dato dovrà essere fedelmente riportato sulle etichette”.

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