Boschi e la sua causa civile contro de Bortoli? Lei sbaglia, l’azione civile tutela chi è stato offeso. E mi dispiace per l’ex ministra, ma per quel giudizio dovrà pagare anche le spese legali di de Bortoli, ovviamente perdendo la causa”. Così a Non è l’arena (La7) l’ex magistrato Antonio di Pietro si pronuncia sulla causa civile intentata dalla sottosegretaria Maria Elena Boschi nei confronti dell’ex direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli. E cita le parole dell’ex ministra: “La Boschi ha detto che in questi mesi ci sono stati tanti attacchi contro di lei. Ma il giudice a cui si è rivolto per intentare la causa civile è il giudice che deve giudicare se De Bortoli l’ha diffamata, non se gli altri hanno utilizzato le affermazioni di De Bortoli, il quale a sua volta riporta le frasi di Ghizzoni. Quindi, già di per sé le affermazioni della Boschi non ci azzeccano niente con ciò che ha scritto De Bortoli sul libro”. Di Pietro spiega: “Il reato di diffamazione viene commesso da chi diffama, non da chi riferisce un fatto. L’azione penale si svolge nell’immediatezza dei fatti, tenendo ovviamente conto delle lungaggini processuali, e comunque in modo pubblico. Cioè, c’è una visibilità e questo si riconduce anche al senso delle commissioni parlamentari. Queste” – ribadisce – “sono utili se intervengono prima del giudice per fatti che non hanno rilevanza penale. A Migliore, a cui mando un fraterno abbraccio per varie ragioni, dico che mi fido di più di un giudice terzo che di parlamentari che giudicano altri parlamentari e che rimangono nei loro pregiudizi”. Il deputato Pd replica: “Io sono sottosegretario alla Giustizia, ci mancherebbe che non mi fidi della magistratura. Io qui dico una cosa che non ho mai detto in televisione: anche io ho fatto un’azione civile di risarcimento nei confronti di un giornalista. Non l’ho fatta penale, perché per me l’azione penale, che peraltro deve dimostrare il dolo e non solo la colpa, nei confronti di un giornalista non si fa

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