Nessuno conosce tutti i popoli che vivono lungo le coste del Mediterraneo, neppure essi si conoscono abbastanza” sosteneva lo scrittore croato Predrag Matvejević, cultore della storia culturale mediterranea, da cui trae ispirazione MedTaste – Piccola Odissea tra i sapori mediterranei.

Una chef greca, un tour gastronomico con tappe itineranti in terre dell’antica Magna Grecia, un bagaglio colmo di saperi e sapori, ma soprattutto l’esperienza ventennale dell’agency veneziana Marco Polo System nel campo della diplomazia culturale: questi gli ingredienti della ricetta mitologica che, dall’1 al 24 novembre, ha rinsaldato il legame indissolubile tra Serenissima e Grecia, costruendo un ponte culturale tra le sponde di Egeo e Ionio.

MedTaste, che ha favorito il dialogo tra Italia e Grecia, facendo giungere l’eco della Corfù dei Feaci e dei Veneziani sulle coste su cui Ulisse approdò durante il suo viaggio epico, è una pilot action del network euro-mediterraneo European Silk Road, di cui Marco Polo System è ideatore e gestore, che annovera tra i partner Assonautica Italiana, il Forum internazionale delle Camere di Commercio Adriatico-Ioniche, i Comuni greci di Corfù, Monemvasià e Pylos, e la Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo.

Partendo da Corfù, terra di mezzo che le ha dato i natali, la cuoca Marina Beska, da anni al timone della più antica taverna sull’isola greca, all’ombra della fortezza veneziana, a inizio novembre ha intrapreso il suo peregrinare nel patrimonio gastronomico mediterraneo. “La sinergia con Marina è stata fatale: il suo desiderio di esplorare l’arte culinaria italiana si è incontrato con il nostro proposito di realizzare gli obiettivi di comunicazione culturale che ci contraddistinguono e, camminando insieme sul filo potente del neonato network European Silk Road, finalizzato alla creazione di una piattaforma di enti ed associazioni per lo sviluppo culturale, commerciale e turistico, abbiamo dato vita alla prima edizione di MedTaste” racconta Alberto Cotrona, project manager dell’iniziativa nonché addetto stampa di Marco Polo System.

A tavola, d’altronde, non ci si siede solo per mangiare, spesso proprio davanti a una pietanza gustosa nascono le relazioni più solide tra gli uomini. A maggior ragione tra popoli che condividono una storia comune, come nel caso dei siciliani di Nicosia e Palermo, dei calabresi di Crotone e Cosenza e dei pugliesi di Ceglie Messapica. Cinque tappe nel Sud Italia, che disegnano una geografia gastronomica tra contemporaneo e passato omerico, ove Marina Beska si è incontrata, di volta in volta, con lo chef Hermes Picone nel suggestivo Baglio San Pietro, con la famiglia Ciminna nella storica Trattoria Ferro di Cavallo, con il giovane chef Gaetano Nicoletta presso Le Stanze del Porto Vecchio nella città sorella mitologica di Corfù, per poi dilettarsi in una performance ai fornelli presso Parco dell’arte Alt Art e nella nota MedCooking School.

Attraverso momenti di convivialità a base di cucina e racconti è stata resa possibile una contaminazione di conoscenze e sapienze. Piatti tipici greci come moussakà, sofrito e bourdeto si sono ben amalgamati con gusti magnogreci, tra cui il pistacchio di Bronte, il peperoncino calabrese e il vino Negramaro, generando concerti di sapori a quattro mani, cadenzati anche da occasioni di ristoro per la mente a base di piccoli assaggi del libro “A tavola, storie di cibi e vini” edito da Einaudi.

“Ripartiamo da un elemento primario delle costruzioni sociali come il momento conviviale per mettere in luce l’importanza del dialogo tra i popoli del Mediterraneo e l’utilità anche economica, oltre che meramente culturale, di certi legami ed eventi” sottolinea Pietrangelo Pettenò, amministratore unico di Marco Polo System.

Gastronomia e cultura comprovano così la loro inscindibilità divenendo motore di sinergie tra istituzioni, privati e universo culturale, lungo le coste del Mediterraneo italiano che, come quello ellenico, si contraddistingue per l’eternità dei miti, degli ideali di civiltà, dei problemi economici e sociali che lo sconquassano, ma anche delle epiche occasioni d’incontro. Medtaste si rivela una congiunzione vincente di prodotti, tradizioni e letteratura: in soli venti giorni, che ricordano idealmente i vent’anni del viaggio omerico da Troia a Itaca, il tour della chef Beska ha coinvolto cinque centri della Magna Grecia, più di dieci realtà culturali, una casa editrice, circa quattrocento commensali. “Ho avuto la prova che il detto una faccia, una razza ha reali fondamenta. Il mio bagaglio, all’andata colmo di spezie e salumi corfioti, ora, come la mia anima, non riesce a contenere la bellezza dei luoghi visitati, il calore e l’ospitalità della gente del Sud. Porto con me il fascino di un’Italia mediterranea, grande e multiforme, che mi ha donato tante nuove idee” afferma la chef Beska mentre sta per imbarcarsi verso la sua isola. E, frattanto, sopraggiunge la notizia di una seconda edizione di MedTaste già pronta per la prossima primavera.

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