Il Veneto Fronte Skinhead, dopo il blitz avvenuto a Como nella sede di un’associazione che si occupa di immigrati, incurante delle polemiche politiche e delle inchieste giudiziarie, ha organizzato per l’antivigilia di Natale una festa intitolata alla Decima Mas. Ovvero alla Divisione fanteria di Marina X., il corpo militare che dopo l’8 settembre, sotto il comando di Junio Valerio Borghese, decise di continuare la guerra con la Repubblica Sociale italiana e di rinforzare l’alleanza con l’esercito nazista. Il riferimento non poteva essere più esplicito, a dimostrazione delle mai negate radici ideologiche del gruppo delle teste rasate che da trent’anni, a partire dalle province di Vicenza e Verona, è diventato uno dei punti di riferimento della galassia di estrema destra in Italia.

Non a caso la festa avverrà nel capoluogo scaligero, in un locale privato, “The Firm Club”, nella zona industriale della città. “White X-Mas Party” il titolo del concerto che avrà inizio alle 21. Sull’invito, oltre alla sigla del Veneto Fronte Skinheads, compaiono i “Sumbu Brothers”, il gruppo “1903”, i “Nativi” e “Acciaio Vincente”. Si tratta di gruppi dichiaratamente di estrema destra. In particolare i Sumbu Brothers e i 1903 sono delle band legate agli ultrà della curva sud dell’Hellas Verona. Lo dimostrano anche i testi delle canzoni. I Sumbu Brothers sono nati nel 1999, hanno all’attivo cinque album, fanno “rock non conforme” e nel loro sito Facebook è tutto un pullulare di nostalgici del passato, camerati con le braccia tese nel saluto romano.

I Nativi, si sono formati nel 2006 a Milano, e nel loro sito postano una canzone del tipo: “Forte come il tuono questo nostro rumore/ Nasce con il motto: “Sangue e onore!“/ Skinhead rock and roll fatto per l’azione/ Per l’Europa bianca unica nazione!”. L’ultimo gruppo è costituito dai mantovani Acciaio Vincente. Che non sono da meno, visto che cantano: “Dentro il locale il solito intruso/ due calci in bocca e gli spacco il muso/ continua la caccia fino in stazione/ fumo una Lucky Strike ed entro in azione/ Si odono sirene di polizia, ma noi siamo già andati via!”.

Dura la reazione del deputato del Pd Vincenzo D’Arienza, anche perché l’evento si colloca nel bel mezzo della polemica che a Verona ha portato l’associazione culturale Fortezza Europa (il nome è mutuato da un’espressione nazifascista) a organizzare alcuni giorni fa un dibattito sulla legittima difesa, la cui partecipazione (avallata dall’Ordine forense) ha dato punti di credito per l’aggiornamento degli avvocati. Proprio Fortezza Europa in campagna elettorale si era schierata, la scorsa primavera, con il sindaco Federico Sboarina. “E’ inaccettabile la presenza di una manifestazione di chiaro stampo neo-nazista. Ed è ancora più inquietante perché si colloca nel pieno di tante manifestazioni analoghe dell’estrema destra italiana”, ha scritto D’Arienzo, riferendosi al concerto di Natale, in una lettera indirizzata al quotidiano L’Arena. “Sono contrario visceralmente ad ogni espressione che inneggi all’odio e fomenti la violenza. L’intolleranza razziale e politica non possono in nessun modo essere parte della vita della nostra città. Temo ci sia una certa sottovalutazione di questi fenomeni che non sono una goliardata o una semplice festa natalizia”. Secondo il parlamentare si tratta di iniziative che hanno lo scopo di “alimentare la propaganda e fare proselitismo”. Poi l’affondo politico: “Chiedo al sindaco Sboarina un atto concreto: dichiari che Verona è ‘città chiusa ai nazisti’ e indisponibile ad avvenimenti simili in cui prevalgono temi e parole contro la libertà democratica così duramente conquistata, proprio contro gli avi politici di questi signori”.

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