“Il Rettore sottopone all’attenzione dei presenti diversi articoli giornalistici pubblicati su testate locali e non negli ultimi mesi”. Parte così il testo della proposta di delibera presentata dal rettore dell’Università degli studi di Foggia, Maurizio Ricci, e discussa e approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione dell’Ateneo, il 29 novembre scorso, dopo la pubblicazione di una serie di articoli che raccontavano delle indagini avviate dalla procura di Foggia e dei ricorsi presentati da alcuni docenti. L’università, dunque, ancora prima di attendere l’esito delle indagini avviate dalla magistratura e dei ricorsi al Tribunale amministrativo regionale, ha deciso di agire legalmente contro i giornali che hanno riportato delle inchieste sulle presunte irregolarità nelle procedure concorsuali e degli esposti che hanno spinto la procura ad attivarsi.

LA PROPOSTA DI DELIBERA – Nella proposta di delibera il rettore fa riferimento in primis al quotidiano l’Attacco che, scrive Ricci “continua a condurre una campagna denigratoria nei confronti dell’Università di Foggia sin dal 2015”. A riguardo, sulle colonne del giornale in questione, si ricorda che il rettore ha deciso “la censura de l’Attacco all’indomani del suo insediamento, determinandone di fatto l’espulsione dalla rassegna stampa del sito istituzionale dell’Ateneo” e che “mentre in ogni Paese civile si invita al coraggio della denuncia e alla libertà di stampa, a Foggia è proprio il luogo massimo della cultura a deludere”. E accusa l’Università di voler mettere un bavaglio alla stampa. Nella proposta di delibera presentata al cda dell’Università, invece, si sottolinea “la gravissima portata lesiva di tali articoli per l’immagine del nostro Ateneo” e la “necessità di tutelare la reputazione dell’Università e di tutti i membri che, a vario titolo, ne fanno parte”.

Ma non solo l’Attacco si è occupato della vicenda. Nelle scorse settimane La Repubblica ha riportato la notizia di una polemica (poi rientrata) dovuta all’annunciato trasferimento, nel dipartimento di Economia, di Luigi Follieri, ricercatore di diritto privato a tempo definito a Brescia, nonché figlio di Enrico Follieri, docente del Dipartimento di Giurisprudenza citato nel ricorso di una docente. Il trasferimento sarebbe dovuto avvenire attraverso il meccanismo dello ‘scambio contestuale’ con una ricercatrice a tempo pieno presso il dipartimento di Studi umanistici, che però ha di recente ritirato la disponibilità a trasferirsi a Brescia.

IL CLIMA DI TENSIONE – Di fatto nella proposta di delibera il rettore parla di “testate locali e non” e scrive: “Alcuni articoli giornalistici pubblicati ledono e offendono l’onorabilità, il decoro, l’immagine e l’operato dell’Università di Foggia e di tutti i membri della comunità accademica”. E ancora: “Le espressioni e i contenuti dei succitati articoli pubblicati potrebbero integrare ipotesi delittuose quali la calunnia e/o diffamazione a mezzo stampa, salvo altri reati di analoga o maggiore consistenza”. Quindi si ritiene “necessario, per le motivazioni esposte, agire legalmente per porre termine a tali deprecabili azioni e trovare ristoro patrimoniale per i danni subiti”. Con l’approvazione della delibera l’incarico è stato affidato all’avvocato Raul Pellegrini, noto penalista del Foro di Foggia.

C’è un altro aspetto sottolineato da Ricci: “Duole rilevare che il dettaglio di certe notizie può far supporre che le fonti siano interne all’Ateneo”. Insomma, è chiaro che il clima non è dei più sereni. Soprattutto per gli autori di esposti e ricorsi al Tar che, dopo quanto denunciato, non hanno ricevuto alcuna solidarietà, se non da pochi amici e in totale riservatezza. Qualcuno parla di ostracismo da parte della comunità accademica. L’Attacco scrive di “un clima di terrore e totale asservimento che si respira nell’Università di Foggia, a detta degli stessi docenti”. Di fatto ad approvare il testo non sono stati solo i 5 docenti dell’Ateneo che fanno parte del cda insieme al rettore Ricci, ma anche i 4 membri non appartenenti ai ruoli dell’Ateneo, due dei quali studenti universitari.