Nei camerini della Rai aveva apostrofato Silvio Berlusconi: “Le sue parole su Ius soli non sono fighe, sono brutte, da teste piccole”. Questa volta, invece, la battaglia di Fabio Volo sulla legge che riforma l’acquisizione della cittadinanza è stata con Matteo Renzi. Un dialogo finito male visto che lo scrittore e conduttore radiofonico ha lasciato l’incontro perché aveva sentito una risposta troppo tecnica che ha trasformato – parola di Volo – la presentazione del suo libro in un comizio. Il gesto dello scrittore è stato appoggiato dalla folla in sala che ha iniziato a contestare il segretario Pd, gridando “basta” e rumoreggiando in risposta ai tentativi di Renzi di replicare. A raccontare l’episodio, avvenuto nella serata di mercoledì 29 novembre è stata per prima l’edizione online della Stampa. Alla scena, racconta il quotidiano torinese, hanno assistito oltre 500 persone. Poco dopo, Volo si è scusato su Twitter: “Mi spiace per questa sera. Non era nulla di personale nei confronti di Renzi. Ci siamo ritrovati in una situazione che ho gestito male. Sorry”.

Volo era ospite di Oscar Farinetti alla Fondazione Mirafiore, a Serralunga d’Alba, in provincia di Cuneo, per presentare l’ultimo libro, Quando tutto inizia. Ma a sorpresa è piombato il segretario del Pd ed ex presidente del Consiglio. Così la discussione ha svoltato sull’attualità, compreso lo Ius soli, una delle leggi “in ritardo” (come quella del biotestamento) che il Pd dice di voler approvare ma non approva. E sullo ius soli Volo ha accelerato, come con Berlusconi: “È impossibile che non riusciate a far approvare una legge che anche mio figlio di 4 anni ha capito quanto sia giusta”, ha dichiarato. La replica di Renzi è stata giudicata “troppo in politichese” e ha provocato la reazione dello scrittore che se n’è andato, lasciando la discussione. “Non capisco perché la presentazione di un libro si debba trasformare in un comizio politico”.