Alessandro Di Battista racconta il lato più privato di sé e lo fa nel libro Meglio Liberi, Lettera a mio figlio sul coraggio di cambiare. “Caro Andrea, non eri “previsto”, ma questo non significa che non ti volessimo, anzi!… Non ho pianto quando sei nato e neppure quando ho sentito per la prima volta il battito del tuo cuore. Ho pianto quando ti ho visto in quel monitor durante la prima ecografia. C’eri, esistevi, avevi un posto nel mondo”, scrive rivolgendosi al figlio appena nato. Perché, racconta, per lui e per la compagna Sahra non è stato semplice accettare l’idea di diventare genitori e così si sono affidati alla terapia di coppia: “Non è facile imparare a chiedere scusa come non è affatto semplice comunicare in questo dannato mondo dove si corre sempre senza fermarsi mai. Ecco perché ho proposto a Sahra di fare terapia di coppia. Per noi, ma anche per te. Avevamo bisogno di imparare a dirci le cose nel modo giusto, ad aprirci, a mostrare l’uno all’altra le proprie paure. Quando mostri le tue paure i “mostri” fanno meno paura. L’esperienza della psicoterapia è stata molto positiva e sento di consigliarla a tutti quanti. Come posso spiegarla a te, Andrea?”, continua ancora il parlamentare del Movimento 5 Stelle.

Tra aneddoti e ricordi molto personali, il racconto di Di Battista tocca anche il momento in cui lui e Sahra lo hanno detto alla madre di lei, a Parigi: “… Ero molto tranquillo. Mi ero preparato al meglio, e da due mesi studiavo il francese perché volevo parlare a tua nonna nella sua lingua. Sahra non lo sapeva, e dal momento che facevo un po’ il misterioso le era quasi venuto il sospetto che avessi un’amante. Ma quale amante! Sparivo per andare a prendere lezioni private di francese”.