Mi autosospendo per sei mesi e chiedo scusa a tutte le persone che ho fatto sentire a disagio”. Anche il regista e produttore John Lasseter, capo della Disney Animation e direttore creativo della Pixar, finisce tra i molestatori seriali di Hollywood. La notizia l’ha data in anteprima Hollywood Reporter citando diverse testimonianze anonime di insider aziendali che nel breve volgere di alcuni giorni si sono sommate e hanno travolto il creatore di Cars, Toy Story e Frozen. Un’autentica valanga di “abbracci, baci, commenti sugli attributi fisici” mai richiesti o voluti, subiti a quanto risulta da parecchie donne in decine di occasioni pubbliche, come ai party o alle anteprime dei film, e private, direttamente tra gli uffici e gli studios della Pixar.

“Ho sempre desiderato che i nostri studi di animazione fossero luoghi in cui i creatori potessero esprimere la loro visione con il supporto e la collaborazione di altri animatori e narratori di talento”, ha affermato Lasseter in un promemoria inviato al suo staff. “Questo tipo di cultura creativa richiede una costante vigilanza da mantenere, basata sulla fiducia e sul rispetto, e diventa fragile se i membri del team non si sentono valorizzati. In qualità di leader, è mia responsabilità garantire che ciò non accada; e ora credo di non essere stato all’altezza di questo compito, e so di aver mancato su questo punto”. Nel memo che la rivista statunitense ha pubblicato in anteprima, Lasseter ha parlato di generici “passi falsi (…) mai facili da affrontare”, per poi aggiungere riferito ai suoi dipendenti “È stata portata alla mia attenzione il fatto che abbia fatto qualcosa di irriguardoso nei vostri confronti e che vi mettesse a disagio.  In particolare, desidero scusarmi con chiunque abbia mai ricevuto un abbraccio indesiderato o qualsiasi altro gesto che ha superato il limite, in qualsiasi stato o forma. Non importa quanto fosse innocuo il mio intento, perché ognuno ha il diritto di stabilire i propri limiti oltre i quali altri non possono andare e di farli rispettare”. La Disney, il più grande produttore di animazione mondiale che ha acquisito la Pixar dal 2006, ha risposto in una nota ufficiale gettando acqua sul fuoco: “Ci impegniamo a mantenere un ambiente in cui tutti i dipendenti siano rispettati e autorizzati a fare del loro meglio. Apprezziamo il candore e le sincere scuse di John e sosteniamo pienamente il suo anno sabbatico”.

A questo punto per capire cosa si cela dietro le scuse di Lasseter e il ringraziamento della Disney bisogna sfogliare l’ennesimo dossier sulle voci che accusano il gran mogul dell’animazione contemporanea, l’unico vero erede di Walt Disney, pubblicate da Hollywood Reporter. Fonti anonime pubblicate dalla rivista Usa parlano del caso di Rashida Jones, sceneggiatrice di Toy Story 4, nonché attrice, e il suo socio Will McCormack, che hanno lasciato il progetto proprio a causa delle avances indesiderate di Lasseter. Contattati direttamente i due però non hanno rilasciato commenti né una propria versione dei fatti. Sempre su HR è apparso un lungo elenco di testimonianze anonime tra impiegate tenute in braccio con mani in movimento su fianchi e ginocchia, o di abbracci continui e reiterati accompagnati da parole sussurrate all’orecchio, o ancora diverse dipendenti Pixar raccontano di come incrociando Lasseter nei corridoi facevano di tutto per evitare i suoi tentativi di baciarle. 60 anni, camicie hawaiane e modellini dei suoi personaggi sulla scrivania, Lasseter è sposato dal 1988 con Nancy, dalla quale ha avuto cinque figli. Vincitore di due Oscar, ha diretto solo 5 delle sue numerose e popolarissime creazioni cinematografiche: Toy story 1 e 2, A bug’s life, e da quando la Pixar è stata acquisita dalla Disney, Cars e Cars 2 (2006, 2011). Mentre in almeno un’altra quarantina di titoli è stato lungimirante executive producer (tra gli altri Monster&co, Ratatouille, Alla ricerca di Nemo, Wall-E e Up) dall’alto del suo ruolo di capo del settore creativo di Pixar Animation Studios, Walt Disney Animation Studios e DisneyToon Studios, facendo guadagnare solo sul territorio del Nord America oltre 4 miliardi di dollari. Nelle prossime ore, nelle sale statunitensi, è prevista la distribuzione del nuovo titolo Pixar, Coco, che nelle previsioni dello studio Disney dovrebbe sbancare il botteghino del Giorno del Ringraziamento.

Lo scandalo molestie e violenze sessuali nel mondo del cinema hollywoodiano era scoppiato con il caso Harvey Weinstein, per poi travolgere nell’immediato personalità del calibro di Kevin Spacey, Dustin Hoffman, Brett Ratner, Louis CK, e in Italia del regista Fausto Brizzi. Nei giorni scorsi negli Stati Uniti avevano fatto scalpore le dimissioni dell’attore pluripremiato Jeffrey Tambor dalla serie Transparent per molestie ripetute sul luogo di lavoro, ma anche del licenziamento dell’anchorman della CBS e della PBS Charlie Rose accusato di molestie da otto donne. Per ora Asia Argento, una delle più grandi accusatrici dei “grandi maiali” del cinema mondiale, non ha ancora twittato nulla sul caso Lasseter.