Gessica Notaro, aggredita con l’acido dall’ex fidanzato. Poi Greta Sole De Todaro, prima clownterapeuta in sedia a rotelle. Oppure Don Paolo Felice Giovanni Steffano, parroco di Baranzate dove coesistono 77 etnie diverse in un’unica strada. E Giuseppe Bove, il Vigile del fuoco che ha estratto vivo da sotto le macerie del terremoto di Casamicciola (Napoli) un bambino di 11 anni, Francesca Romana Capaldo, vicequestore del Servizio centrale operativo della Polizia e la collega della Mobile Roberta Rizzo che hanno arrestato i responsabili degli stupri di Rimini ad agosto scorso. Sono alcuni dei cittadini esempio di impegno civile e dedizione al bene comune, ai quali anche quest’anno il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto conferire, motu proprio, l’onorificenza al Merito della Repubblica italiana (Omri). Complessivamente 30, vale a dire 6 commendatori, 15 cavalieri e 9 ufficiali.

Bettina Basso, 77 anni da Battipaglia, sarà commendatore “per la sua opera trentennale di testimonianza e sensibilizzazione sul valore della prevenzione nella cura dei tumori femminili”, attraverso l’Associazione meridionale donne operate al seno (Amdos), di cui è presidente, che opera in Campania con 16 sedi, che informano le donne e poi le seguono durante le fasi della prevenzione, del follow up e dell’assistenza psicologica. In prima linea su questo fronte anche Daniela Degiovanni, oncologa, 65 anni, di Casale Monferrato, insignita dell’onorificenza di ufficiale “per l’impegno profuso alla cura e all’assistenza delle vittime da amianto e delle loro famiglie”, patologia particolarmente diffusa in quel territorio per la presenza della ditta Eternit.

A fianco dei malati, in un settore particolarmente delicato, l’insegnante Annamaria Berenzi, 52, di Brescia, della quale si sottolinea “la professionalità e l’umanità con cui presta il proprio servizio presso le sezioni scolastiche ospedaliere a favore di studenti malati di tumore o con problemi neuropsichiatrici e per l’impegno nella sensibilizzazione sul tema della malattia”. Da segnalare gli incontri iniziati nell’ottobre scorso all’Auditorium dell’Istituto Sant’Ambrogio di Milano, tra i ragazzi malati di cancro e gli alunni delle scuole superiori.

La milanese Greta Sole De Todaro, 31 anni, è invece la prima clownterapeuta italiana in sedia a rotelle e dedica quasi tutto il suo tempo libero ai bambini ricoverati nel reparto di pediatria dell’ospedale Niguarda Cà Granda di Milano. Una sensibilità concreta al tema della malattia dimostrata anche dai titolari della società Siropack di Cesenatico, Barbara Burioli, 48 anni, e Rocco De Lucia, 50. Un loro dipendente, Steven Babbi, 22 anni, combatte da 10 anni contro un sarcoma di Ewing che lo ha costretto ad assentarsi spesso dal lavoro per seguire le terapie e dal settembre scorso si è visto interrompere l’erogazione dell’indennità retributiva per malattia. I suoi datori di lavoro non hanno esitato ad assumersi i relativi oneri retributivi, in linea con il sistema di welfare flessibile adottato dall’azienda.

Maria Antonietta Salvucci, 82 anni, di Reggello, in provincia di Firenze, proprietaria di un podere sulle colline di Valdarno, ha deciso di donare la sua villa alla Fondazione opera diocesana Firenze onlus, che ne ha fatto una fattoria per quindici ragazzi con disabilità intellettiva grave, la Oda farm community. Seguiti 24 ore su 24 dagli operatori sanitari e dagli educatori della Fondazione, i ragazzi imparano a vivere in autonomia e seguono laboratori di apprendimento, di giardinaggio, di coltivazione. Imparano i lavori agricoli e dell’allevamento.

E Giovanni Coletti, 58 anni, di Taio, in provincia di Trento, si è distinto “per il prezioso contributo alla costruzione di ‘Casa Sebastiano’, struttura all’avanguardia per la residenzialità e la riabilitazione delle persone affette da autismo”. Giuseppe Dolfini, 88 anni, e Silvia Terranera, 70, romani, a loro volta hanno fondato Casa Betania che, nel quartiere Pineta Sacchetti della Capitale, dal 1993 accoglie mamme con figli, bambini soli da zero a otto anni, e anche piccoli con disabilità.
Così come don Ettore Cannavera, 73 anni, di Serdiana, in provincia di Cagliari, opera a sostegno di giovani e minori coinvolti in percorsi di reinserimento sociale. Per più di 20 anni è stato Cappellano dell’Istituto minorile di Quartucciu, nel 1994 ha fondato la Comunità La Collina di Serdiana, luogo alternativo al carcere, che permette il reinserimento dei minori che hanno avuto problemi.

Gaetano Fuso, 41 anni, di Calimera, in provincia di Lecce, da cinque anni affetto da sclerosi laterale amiotrofica, non ha voluto rinunciare alla sua grande passione per il mare. Così nell’estate 2015 ha realizzato il progetto La Terrazza ‘Tutti al mare!’, grazie al sostegno della famiglia e degli amici più cari, ingegneri, informatici, fotografi, esperti in comunicazione e nanotecnologie, che con lui hanno fondato l’associazione 2HE -Center for human health and environment. E anche con il contributo del gruppo ”Pazzi per Gaetano”, che ha sposato la causa organizzando iniziative e campagne di crowdfunding. La struttura, che si trova a San Foca, può ospitare in modo sicuro e senza alcun tipo di barriera malati di Sla e di altre patologie neurodegenerative.

Non meno significativa la storia di Virginia Di Carlo, 25 anni di Druento, provincia di Torino. Affetta da tetraparesi spastica dalla nascita, insegna danza a ragazzi con sindrome di down. La sua storia comincia in una scuola di danza caraibica quando un giorno, accompagnando con la madre i suoi fratelli, trascinata dalla musica cominciò a muoversi e accettò l’invito della maestra a provare. Accadde quello che lei stessa chiama il ‘miracolo di iniziare a camminare danzando’. Con l’aiuto della sua insegnante, si è data piccoli obiettivi progressivi: prima i passi elementari, poi quelli in coppia con la sorella Martina, poi una piccola coreografia da sola. È diventata così, a sua volta, maestra di danza. Si occupa di ragazzi con handicap fisici o psichici. Si è laureata in Scienze motorie con una tesi sulle danze paralimpiche.
Christine Janssen, 61 anni, fisioterapista al Servizio di neurologia e riabilitazione dell’età evolutiva dell’Ospedale di Bolzano, è invece riuscita a realizzare il progetto per il primo parco giochi per bambini con disabilità, un percorso inclusivo e riabilitativo, nel Giardino Petrarca del capoluogo altoatesino.

Poi Don Paolo Felice Giovanni Steffano, 52 anni, (Baranzate -MI): è parroco di Sant’Arialdo, nel quartiere Gorizia, popolato da 77 etnie diverse e con una incidenza di stranieri pari al 40%. All’asilo l’85% dei bambini non sono di cittadinanza italiana. La parrocchia accoglie cattolici, ortodossi, islamici. È una grande chiesa con oratorio (frequentato anche dalle mamme islamiche con i bambini e dai bambini rom), palestra, il giardino delle Parabole con le piante della Bibbia, l’orto, il centro Caritas, il laboratorio di cucito. Opera sua sono anche l’Associazione culturale La Rotonda, la scuola di italiano per stranieri, l’accoglienza dei parenti dei malati del vicino ospedale Sacco. In un vecchio capannone industriale ha poi organizzato uno spaccio con le verdure fresche che avanzano dai banchi delle vicine società della grande distribuzione. A Sant’Arialdo danno da mangiare ogni settimana a 40 famiglie, oltre alla distribuzione di Caritas. Un esempio di una politica di pacifica convivenza e piena integrazione degli stranieri immigrati nell’hinterland milanese.

Infine i riconoscimenti per chi opera in zone sottosviluppate del mondo: Luigi Panata, 68 anni, di Gubbio, per l’opera volontaria di soccorso medico e umanitario offerta da molti anni in Burkina Faso; Claudio Dutto, 63 anni di Riva del Garda, impegnato come volontario di odontoiatra per la cura dei bambini e per l’allestimento di un ambulatorio specialistico in Kenya. Così è stata riconosciuta la qualifica di commendatore a Delio Miorandi, 79 anni, originario di Rovereto, trasferitosi in Germania nel 1959, per studiare sociologia a Francoforte. Spostatosi poi a Russelsheim, quartiere generale della Opel, in cui vivevano, in condizioni disagiate, molti emigrati italiani, creò insieme al parroco una “anagrafe” dei nostri connazionali, per coinvolgerli in iniziative di integrazione. Da allora e fino ad oggi si impegna in attività a favore dei profughi e ha svolto per più di 40 anni la professione di assistente sociale. Insieme a Claus Langkammer autore del romanzo “Antonio”, che racconta le vicende di un emigrante dal Sud Italia, dal suo arrivo in Germania negli Anni ’50 fino all’inizio del Duemila. Nel dicembre 2016 ha ricevuto il Deutscher Burgerpreis, la massima onorificenza tedesca al mondo del volontariato.

Mattarella ha voluto mettere in risalto anche l’attività di Maria Grazia La Selva, 42 anni, di Campobasso, presidente di “Liberaluna Onlus”, associazione che si è costituita nel 2014 per volontà di un gruppo di cinque donne, per dare al territorio molisano uno strumento utile a combattere la violenza di genere ed aiutare le donne che subiscono violenza e discriminazione. Senza dimenticare Gessica Notaro, 28 anni, di Rimini, aggredita con l’acido dall’ex compagno nel gennaio 2017 e tornata a lavorare al Delfinario, dopo aver subito diversi interventi chirurgici all’occhio sinistro e al viso. In occasione di Miss Italia 2017, manifestazione che la vide protagonista dieci anni prima, è stata l’ambasciatrice contro il femminicidio, prestando la sua voce per una testimonianza trasmessa nelle piazze e località italiane coinvolte nelle selezioni regionali.

Rilevante anche l’impegno contro il fenomeno delle spose bambine della romana Emanuela Sabbatini, 41 anni, analista informatica e insegnante di yoga, che nel 2013 ha fondato Aflin, costola italiana della Fior di Loto India Foundation, che offre istruzione gratuita (scuola materna, elementare e media) a 550 bambine a Pushkar, in India. Al momento dell’iscrizione, i genitori si impegnano a non dare le proprie figlie in sposa prematuramente, in uno Stato dove la metà dei matrimoni si celebra con spose bambine e dove il tasso di alfabetizzazione è sotto la già bassa media nazionale.

C’è poi Ilaria Bidini, 32 anni, di Arezzo, affetta da osteogenesi imperfetta e da anni in prima linea nella lotta contro le barriere architettoniche della sua città. Non ha esitato a rivolgersi alla Polizia postale, ha creato un gruppo su Facebook dal nome ‘Stop al bullismo e al cyberbullismo’ e intende dare vita ad altre iniziative a supporto di chi per paura non riesce a reagire alla violenza. Nel giugno 2017 ha girato un video, trasmesso in rete e in tv, in cui legge gli insulti che le vengono rivolti al fine di mostrare la gravità della violenza a cui può arrivare un cyberbullo.

Non poteva mancare un riconoscimento a chi nell’ultimo anno si è speso a favore delle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto, sia sul piano dei soccorsi, sia per favorire la ricostruzione e la ripresa delle normali attività. Giuseppe Bove, 56 anni, di Apice, provincia di Benevento, Vigile del Fuoco riuscito a salvare un bambino di undici anni rimasto intrappolato sotto le macerie del sisma a Casamicciola. Insieme a lui, Teresa Di Francesco, 43 anni, di Caserta, unica donna nei team Usar (Urban search and rescue) dei Vigili del Fuoco, ha preso parte alle attività di soccorso a Rigopiano e a Casamicciola, parlando per tutta la notte con Ciro e Mattias, due dei tre fratellini intrappolati sotto le macerie della propria abitazione, tranquillizzandoli, non facendoli sentire soli, incitandoli.

Poi il caso dell’appuntato scelto Vincenzo Capeccia, 45 anni, da 12 in servizio presso la Compagnia dei Carabinieri di Villanova d’Asti, riuscito a saltare a bordo di un tir in corsa e a fermarlo, dopo che l’autista, colpito da un malore, aveva lasciato il volante senza azionare i freni. Il mezzo, in un primo momento lasciato in sosta, aveva però ripreso a muoversi senza controllo a causa della la strada in discesa. E sempre per restare tra i componenti delle Forze dell’Ordine, Francesca Romana Capaldo, vicequestore del Servizio centrale operativo della Polizia, da alcuni anni impegnata nell’attività di contrasto e prevenzione alla violenza di genere, ha guidato la squadra che ha portato all’arresto dei responsabili degli stupri avvenuti a Rimini a fine agosto scorso, lavorando in tandem con la collega della Mobile Roberta Rizzo. Quest’ultima, 56 anni, originaria di Nardò, svolge quotidianamente l’attività di ascolto delle numerose donne che si rivolgono alla Sezione specializzata, quali vittime di abusi e prevaricazioni, cercando di stabilire un rapporto empatico e di fiducia e fornendo loro ogni rassicurazione in relazione agli strumenti normativi vigenti, nonché ogni supporto di concerto con le autorità sanitarie locali ed i centri antiviolenza.

Maria Vincenza Bussi, 66 anni, di Pescorocchiano, provincia di Rieti, dirigente scolastico in pensione, ha continuato a collaborare con il ministero dell’Istruzione, come componente della task force per il regolare svolgimento dell’attività scolastica nei territori colpiti dalle scosse. Patrizia Palanca, 64 anni, di Ascoli Piceno, dirigente scolastico presso l’Istituto comprensivo di Acquasanta Terme e Arquata del Tronto, ha invece svolto un ruolo strategico nell’integrazione della comunità di studenti colpiti dal sisma, al fine di evitare dispersioni e per alleviare i contraccolpi psicologici.

Maria Rita Pitoni, 57 anni, di Rieti, già a capo di quattro istituti tecnici nella sua città, per un totale di 850 ragazzi, da settembre 2016 dirigente scolastica di Amatrice, Accumuli e Cittareale, all’inizio dell’anno è andata nei campi di accoglienza, nelle tendopoli, nelle frazioni più isolate, ha scritto messaggi sui social, ha incoraggiato bambini e ragazzi a non cambiare città o indirizzo di studi, trasformando il primo giorno di scuola in un giorno di festa.