di Andrea Boraschi *

Oggi Gregory Peck e Audrey Hepburn girerebbero la famosa scena di Vacanze Romane, a bordo di una Vespa intorno al Colosseo, indossando una mascherina per proteggersi dall’inquinamento atmosferico; e altrettanto farebbero Marcello Mastroianni e Anita Ekberg, insieme nell’acqua di una fontana celebre nel mondo, per La dolce vita.

Li abbiamo immaginati così, noi di Greenpeace insieme allo street artist Tvboy. E con loro abbiamo immaginato altre icone di questa città, personalità che hanno dato lustro a Roma o ne hanno interpretato il carattere, tutte intente a proteggersi i polmoni da un’aria satura di gas irrespirabili. Ne è nata una galleria di personaggi, realizzata appunto da Tvboy, a sostegno della campagna di Greenpeace contro l’inquinamento atmosferico generato dal traffico.

Le opere sono state affisse in diversi punti di Roma: oltre a Peck e la Hepburn, comparsi nei paraggi del Colosseo, e a Mastroianni ed Ekberg affissi in un vicolo in prossimità di Fontana di Trevi, Tvboy ha dipinto e “messo su muro” anche Fellini alle porte di Cinecittà, Totti a Porta Metronia, Pasolini nelle strade del Pigneto dove girò Accattone, Sofia Loren nei vicoli di Trastevere dove interpretò La ciociara, Papa Francesco a Borgo Pio, in prossimità del Vaticano. Da lì, da quei muri, quelle immagini sono rimbalzate sui social media, su molti media locali e nazionali, fino ai tg della sera. L’inquinamento atmosferico e una questione seria, bene che se ne parli sempre più.

Greenpeace ha lanciato da alcune settimane una campagna contro lo smog affrontando un aspetto specifico, quello della concentrazione di biossido di azoto nell’aria delle città italiane. Il biossido di azoto (NO2) è un gas cancerogeno specifico delle emissioni dei veicoli diesel, responsabile in Italia di oltre 17mila morti premature l’anno (record negativo in Europa). I suoi effetti patogeni sono principalmente a carico delle vie respiratorie, del sistema sanguigno, delle funzioni cardiache. È particolarmente nocivo sui bambini, causando infezioni alle vie respiratorie, asma, polmoniti, ritardo nello sviluppo del sistema nervoso e dei processi cognitivi.

Stiamo chiedendo ai sindaci delle città maggiormente colpite dall’inquinamento di NO2 – Torino, Milano, Palermo e Roma – di fare quello che molte altre città, in Europa e nel mondo (Atene, Madrid, Parigi, Francoforte, Copenaghen…), stanno già facendo: prevedere un percorso progressivo di restrizione alla circolazione dei veicoli diesel, fissando una data oltre la quale non potranno più circolare nei centri urbani.

Sulle strade europee – come dimostrato dallo scandalo Dieselgate – circolano oggi oltre trenta milioni di veicoli di fatto illegali: automobili i cui valori di emissione di biossido di azoto eccedono fino a oltre diciotto volte quelli dichiarati dalle aziende automobilistiche in fase di omologazione. Anche i veicoli diesel più recenti, gli Euro 6, non offrono alcuna garanzia in tal senso.

Nelle scorse settimane Greenpeace ha anche realizzato una campagna di monitoraggio dell’aria intorno a dieci scuole primarie e dell’infanzia della capitale, a “caccia” di NO2. La scelta di scuole frequentate da bambini piccoli o piccolissimi non è casuale. Il biossido di azoto colpisce soprattutto l’infanzia, accrescendo enormemente l’incidenza di patologie respiratorie, compromettendo lo sviluppo polmonare e cognitivo. In dieci scuole su dieci al mattino, all’ora della campanella di inizio delle lezioni, le concentrazioni di NO2 superavano i valori suggeriti dall’Oms per la protezione della salute umana. Insomma: un terribile “pieno” di veleni, per i bambini di Roma, ogni giorno prima di sedersi ai loro banchi, cinque giorni la settimana per nove mesi l’anno.

Nella capitale oltre tre quarti del biossido di azoto in atmosfera è emesso dai motori diesel. Per salvarci i polmoni, la soluzione è chiarissima… serve il coraggio di chi governa questa città; serve il coraggio di ogni sindaco lungimirante, di ogni primo cittadino di quei tanti centri urbani italiani dove le auto a gasolio rappresentano un’emergenza sanitaria, più che un’opzione di mobilità. Serve una rivoluzione nel sistema trasporti: i tempi sono maturi per città diverse, fatte di mobilità elettrica condivisa, trasporto pubblico locale, biciclette e… passeggiate.

* Responsabile campagna Energia e Clima, Greenpeace