Hanno girato tutta l’Italia, sedendosi ai tavoli di noti ristoranti del centro e di piccole osterie di campagna. Hanno assaggiato centinaia di pietanze della tradizione e dell’innovazione;  valutato la cortesia dei camerieri e la disposizione dell’apparecchiatura in tavola. E ora, gli anonimi ispettori della Michelin hanno reso noto il loro verdetto. Sul palcoscenico del Teatro Regio di Parma, sono stati annunciati i locali insigniti delle stelle, la massima onorificenza in ambito gastronomico, sogno e incubo di ogni chef. E con 356 ristoranti stellati, l’Italia si è confermata al secondo posto nel mondo, dietro solo alla Francia.

Giunta alla sua 63ª edizione, la Guida Michelin 2018, la ‘bibbia’ della ristorazione, ha portato con sé molte novità. 26 per la precisione: 22 nuove stelle, 3 nuovi due stelle e 1 nuovo tre stelle. Salgono così a nove i super chef italiani: a conquistare la nona terza stella è stato Norbert Niederkofler del ristorante St. Hubertus di San Cassiano, in Alto Adige, che si aggiunge agli altri otto già noti. Ma c’è anche chi, invece di conquistare una nuova stella, l’ha persa. È successo a Claudio Sadler, detentore del record di permanenza continuativa nelle due stelle a Milano, e al ‘masterchef’ Carlo Cracco, che sono passati da due a una. Una ‘botta’ per quest’ultimo, che è uno degli chef più conosciuti dal grande pubblico, fra i primi a sdoganare la presenza dei cuochi in televisione. Ed è subito lì che corre il pensiero degli utenti sui social network.

Una bocciatura che arriva proprio nel momento in cui Cracco ha aperto con Lapo Elkann il suo terzo ristorante, Garage Italia Customs nell’ex stazione Agip di Piazzale Accursio, e si accinge ad inaugurare la nuova location del suo ristorante in Galleria Vittorio Emanuele, a due passi dal Duomo. E proprio questo cambio di sede del celebre ‘Ristorante Cracco‘ sarebbe la causa della perdita della seconda stella per chef Carlo.

Milano si conferma però un punto di riferimento per l’alta cucina, con tre nuovi ristoranti che hanno conquistato la loro prima stella: Matias Perdomo del Contraste, Eugenio Boer dell’Essenza, Trussardi alla Scala.