È chiusa in casa da cinque giorni dopo le accuse di molestie sessuali al marito: “Anche questa è violenza sulle donne”.  Claudia Zanella interviene sulla bufera che ha colpito il marito, il regista Fausto Brizzi.  Ad accusarlo dieci ragazze, che alla trasmissione Le Iene hanno raccontato di essere state molestate sessualmente. La moglie di Brizzi fino ad ora era rimasta in silenzio. Adesso scrive  una lettera ai direttori di alcuni giornali per manifestare vicinanza al marito.

“In questi anni mi è capitato di sentire di tutto – scrive – racconti di molestie di produttori su attori e attrici, abusi di potere da parte di registi e casting (uomini e donne), avance ricevute poco gentili e decisamente fuori luogo. Ho anche conosciuto attori e attrici alla ricerca di notorietà a tutti i costi. Mi spiace anche perché a prescindere dal fatto che l’imputato in questo tribunale mediatico sia mio marito, non trovo affatto corretto per nessuno essere descritto come il peggiore dei criminali. In questo momento gli sono vicina perché così avviene tra una moglie e un marito quando si affrontano periodi difficili“.

Per Zanella davanti alla violenza o all’abuso “bisogna correre dai carabinieri e denunciare“, mentre davanti a un’avance sgradita si deve “rispondere con un secco no, e andarcene, come ho fatto io stessa molte volte in questi anni nell’ambiente del cinema, della televisione e della moda”. Un chiaro riferimento alle donne che accusano il marito molto tempo dopo rispetto a quando si sarebbero verificati le molestie. Nella sua missiva Zanella aggiunge di essere “barricata in casa da 5 giorni e non posso nemmeno portare mia figlia di un anno e mezzo al parco, perché sotto al nostro portone ci sono giornalisti e paparazzi a qualsiasi ora del giorno e della notte”. Secondo l’attrice, dunque, “anche questa può essere considerata violenza sulle donne: in questo caso io e mia figlia”.