Asia Argento come guest director, la prima retrospettiva integrale in Italia su Brian De Palma, l’inaugurazione “acrobatica” e Shakespeare versione rock con Massimo Ranieri diretto da Roberta Torre, la fine della trilogia di Smetto quando voglio, Gary Oldman nei panni di Churchill ne L’ora più buia e Valerio Mastandrea scienziato spaziale nella commedia Tito e gli alieni. E ancora tanto thriller, horror, musical, cinema “zoofilo” (soprattutto “felino”), sperimentazioni e contaminazioni per un totale di 169 film variamente disseminati negli 8 giorni del Torino Film Festival, edizione 35ma.

Alla guida artistica una soddisfatta Emanuela Martini (a fine mandato ma quasi certamente riconfermata dalla presidenza del Museo del Cinema di Torino) che non si è fatta mancare la cinematografia di cui è dichiaratamente appassionata, fra l’America “disturbante” (“sono riuscita a dedicare a De Palma la prima integrale sul territorio dopo due retrospettive sulla New Hollywood di cui lui è parte fondativa: da noi è sottovalutato, scoprirete quanto in profondità ha saputo e sa penetrare nell’animo umano..”), l’universo britannico (“avremo come sempre l’amico Julien Temple, ma anche il nuovo film di Joe Wright, Richard Loncraine e Timothy Spall che accompagneranno il titolo di apertura Ricomincio da me, per non parlare dei doc musicali Faithfull e Grace Jones”) e un certo cinema italiano totalmente indipendente (“immancabili Elisabetta Sgarbi, Davide Ferrario, Bruno Bigoni..”) unito a quello irriverente e dark di Roberta Torre, presente nella doppia veste di regista della cerimonia inaugurale, che si terrà la sera del 24 novembre nella Mole Antonelliana (sede del Museo del cinema), e della sua nuova fatica Riccardo va all’inferno, rilettura psichedelica e ultra-gothic-rock del Riccardo III con Massimo Ranieri e Sonia Bergamasco irriconoscibili.

E ci sarà, appunto, anche Asia Argento. È lei infatti la guest director scelta da Martini per l’edizione ai nastri di partenza: la sua partecipazione al festival prevede la presentazione di alcuni film inseriti in una sezione da lei ideata (“AmeriKana”) e una performance diretta dal collega e amico Bertrand Bonello. “Asia non rilascerà interviste o terrà conferenze stampa” ha aggiunto la direttrice artistica prevedendo problemi rispetto ai recenti scandali in cui l’attrice e regista è stata coinvolta. Non c’è dubbio che della figlia del maestro dell’horror italiano comunque si parlerà durante le giornate torinesi, anche delle sue dichiarazioni negate. Il genere di mastro Dario, l’horror appunto, continuerà ad esser celebrato nella Torino dark di Emanuela Martini, anche attraverso una notte intera di programmazione (sabato 25 novembre) fra cinematografie note e progetti folli, come la nuova serie vampiresca giapponese diretta da Sion Sono. Ultimo ma non trascurabile, il Gran Premio Torino 2017 andrà al compositore Pino Donaggio, autore delle musiche di svariati autori del cinema fra i quali anche Brian De Palma: il riconoscimento, non a caso, gli verrà consegnato prima della proiezione di Vestito per uccidere (1980) la sera del 29 novembre.