La Warner Bros Italia scarica, per il momento, Fausto Brizzi. Dopo il servizio de Le Iene e l’articolo de Il Messaggero, dove il nome e cognome del 49enne regista romano è stato associato a più casi di molestie sessuali, e in un caso anche di violenza, la grande major hollywoodiana ha voluto prendere decisamente le distanze da Brizzi. “Warner Bros. Entertainment Italia ha deciso di confermare l’uscita del film “Poveri Ma Ricchissimi” il prossimo 14 Dicembre 2017, dato che questo film è il risultato della creatività, del lavoro e della dedizione di centinaia di donne e di uomini del cast e della produzione”, spiega la succursale della major in un comunicato ufficiale. Poi rincara la dose: “Warner Bros. Entertainment Italia prende molto seriamente ogni accusa di molestia o abuso e si impegna fermamente affinché l’ambiente di lavoro sia un luogo sicuro per tutti i suoi dipendenti e collaboratori. Warner Bros. Entertainment Italia ha sospeso ogni futura collaborazione con Fausto Brizzi che non verrà associato ad alcuna attività relativa alla promozione e distribuzione del film Poveri ma ricchissimi”.

Nella pratica tutto ciò significa che sì Brizzi non farà parte di nessun tour promozionale del film a dicembre, ma che da subito il suo nome non apparirà più nella locandina e nella scheda di presentazione del film sul sito WarnerBros.it. Già Brizzi aveva fatto un passo indietro rispetto al suo futuro professionale proprio nelle ore in cui il suo nome era uscito su tutti i media come principale accusato di molestie avvenute nel suo studio/appartamento a San Lorenzo, Roma: “In via precauzionale, e per evitare strumentalizzazioni, ho sospeso tutte le mie attività lavorative ed imprenditoriali”. Successivamente sono arrivate Le Iene e ora la Warner che mette fine ad un sodalizio iniziato sulle ali dell’entusiasmo proprio lo scorso anno quando ha distribuito e coprodotto con la società di Brizzi, Wildside, il campione d’incassi di Natale 2016, Poveri ma ricchi, interpretato da Christian De Sica. Warner Bros Italia ha iniziato a produrre film italiani dal 2010 con Io, loro e Lara di Caro Verdone nel 2010, passando per diversi film comici ma anche a film “d’autore” come Assolo di Laura Morante. I precedenti film di Fausto Brizzi, fin dal primo Notte prima degli esami datato 2006 con 12 milioni di euro al botteghino, erano stati finanziati dai più importanti produttori/distributori italiani tra cui Fulvio Lucisano, Rai Cinema. Medusa Film e infine dal 2012 con Com’è bello far l’amore dalla Wildside dello stesso Brizzi, e dei soci Marco Martani, Lorenzo Mieli e Saverio Costanzo.

Nelle ultime ore sul tema delle molestie e sul caso Brizzi si sono pronunciati anche altri due importanti registi italiani come Paolo Virzì e Francesco Bruni. Il primo dalle colonne del quotidiano La Repubblica ha sottolineato l’esigenza di dover rassicurare le giovani che vogliono fare le attrici: “La routine professionale è un’altra ed è molto semplice: i provini, gli incontri di lavoro non si fanno a quattrocchi in una camera da letto. Quello che è stato raccontato, verità o messinscena equivoca, non è la norma. Mi stupisce che sia avvenuto. Mi stupisce che, ammesso che sia vero, sia stato proposto proprio così, e mi stupisce altrettanto che sia stato accettato”. Bruni, regista di Scialla!, dal suo profilo Facebook, con un post dove appare la foto di Enzo Tortora in manette, ha invece voluto focalizzare l’attenzione sulle conseguenze della gogna mediatica nella carriera del collega Brizzi quando ancora non è stata formalizzata giuridicamente nessuna accusa e non è stato istituito alcun processo: “Risparmiamo i soldi (pubblici) dell’istruttoria e del processo (…) D’ora in avanti, se più persone dicono che hai fatto una cosa, quella è, nei modi e nei termini che dicono loro. Svolta epocale”. E ancora, rispondendo ad altri commentatori del suo post che ritengono Brizzi colpevole delle accuse di molestie: “Anche ammesso che i fatti siano quelli, ci sono le modalità in cui si svolgono, che spesso vengono rappresentate in maniera opposta. Hai presente quando non si riesce a fare una constatazione amichevole di incidente e bisogna chiamare i vigili per accertamenti? La realtà è piena di sfumature”.