Franco Moretti, fratello 67enne del regista Nanni, professore emerito al dipartimento di Letteratura della Stanford University, è stato accusato di molestie e stupro da una sua ex studentessa americana, Kimberly Latta. I fatti denunciati dall’oramai adulta presunta vittima di Moretti sarebbero accaduti durante il 1984, quando Moretti 34enne ricoprì il ruolo di visiting professor alla Berkeley University. La donna, oggi psicoterapeuta e scrittrice, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un lungo post dove ricorda e racconta i fatti avvenuti più di 30 anni fa.

“Dopo anni di silenzio e con il cuore gonfio di rabbia, ho spedito una email alle autorità della Stanford University (luogo dove Franco Moretti ha insegnato fino alla primavera scorsa, prima di andare in pensione ndr). Ecco allora la lettera della Latta che va subito al dunque: “Quando ero studentessa a Berkeley nell’anno 1984/85 l’allora mio professore Franco Moretti mi ha molestata sessualmente, mi ha spinto a tacere, e mi ha stuprata. Mi disse espressamente ‘Voi americane dite di no quando volete dire sì’. Mi ha stuprata nel mio appartamento a Oakland, mi ha sbattuto contro al muro nel suo ufficio, proprio accanto alla finestra che dava sulla biblioteca, mi ha tolto camicia e reggiseno baciandomi con forza contro la mia volontà”.

La donna ha poi spiegato di essersi rivolta immediatamente alle autorità del prestigioso ateneo statunitense, riferendo quanto accaduto all’Ufficio anti-discriminazioni e molestie dell’Università di Berkeley. Là la funzionaria Frances Ferguson, “amica del professore’, l’avrebbe dissuasa dal denunciarlo. Di fronte alla reiterata insistenza Kimberly sarebbe comunque riuscita a segnalare le iniziali di nome e cognome del presunto violentatore, senza sporgere effettiva denuncia. “Non ho motivo di credere che la Ferguson non abbia fatto quello che mi ha detto”, spiega la Latta. Che continua: “Riferii poi a Franco della mia conversazione con la Ferguson. A quel punto lui mi ha minacciato dicendomi che se lo avessi denunciato mi avrebbe rovinato la carriera. Mi disse che aveva degli amici avvocati molto potenti che mi avrebbero rovinato. Sono rimasta in silenzio per tutti questi anni perché ho lavorato nel mondo accademico. Tuttavia, durante gli anni ho parlato dell’accaduto, in privato, ad altri professori. Insegnanti di storia e inglese, persone oneste e note nelle istituzioni accademiche, che potranno certamente confermare la mia storia”.

La Latta ha poi aggiunto che il post sarebbe stato motivato e incoraggiato sulla scia delle proteste e delle denunce contro Weinstein e della campagna social #metoo. “Quest’uomo ha sicuramente aggredito molte altre donne nel corso della sua favolosa carriera di successo. Ma è ora che su questo ‘predatore seriale’ la verità venga a galla. Effettuerò qualsiasi deposizione scritta giurata per assicurare quest’uomo alla giustizia”. “Certamente siamo preoccupati e stiamo esaminando la denuncia per valutare eventuali azioni da intraprendere”, ha spiegato il portavoce dell’Università di Stanford, facendo sapere che la notizia giunge “nuova” all’ateneo e che l’amministrazione si è messa in contatto con Latta per avere ulteriori dettagli sui fatti da lei raccontati.

Infine, come riportato da Dagospia, la Ferguson ha dichiarato la sua versione dei fatti riguardo al caso Latta/Moretti. Intanto ha giurato di non aver dissuaso la giovane studentessa dal denunciare il professore proponendole due opzioni: “fare denuncia formale all’Ufficio anti-discriminazioni e molestie dell’Università per aprire un’indagine, o fare denuncia informale ovvero una lettera in cui si chiedeva all’accusato di desistere”. Inoltre la Ferguson ricorda che nella testimonianza della Latta si parlava di molestie e mai di violenza o stupro: “Ebbi l’impressione che mi stesse dicendo che lui le chiedeva di fare sesso, ma senza farle pressione, solo per sollecitare la sua attenzione. Non ebbi l’impressione che la situazione fosse arrivata a quegli estremi”.

Il professor Moretti ha risposto alle accuse con una mail inviata allo Stanford Politics: “Ho incontrato Kimberly Latta durante la mia visita a Berkeley nel 1985; siamo andati a cena insieme una sera e poi siamo andati nel suo appartamento dove ho passato la notte e dove abbiamo avuto un rapporto sessuale pienamente consenziente. Non l’ho stuprata e sono terrorizzato da quest’accusa. Nelle settimane seguenti ci siamo visti occasionalmente, anche su sua richiesta, e siamo rimasti in buoni rapporti fino alla fine del mio soggiorno a Berkeley. Non conoscevo Frances Ferguson in quel periodo (anche se siamo diventati amici più tardi), non ho potenti avvocati come amici e certamente non ho minacciato di rovinare nessuna carriera. Ero un visitatore, allora senza nessuna prospettiva di far parte dell’università americana. Purtroppo temo che questa accusa avrà un enorme impatto sui colleghi, sugli amici e sulla famiglia, anche se è assolutamente falsa“.