“Il capocannoniere di un campionato è sempre il miglior poeta dell’anno”. Lo scriveva lui, che sfrecciava sulla fascia coi calzettoni abbassati nei campetti della periferia romana, a Pietralata o a Monteverde, inghiottita dal cemento dei palazzinari e dall’omologazione imposta dalla televisione. Lo scriveva Pier Paolo Pasolini che era poeta, scrittore, regista, e che la realtà la raccontava e la interpretava. Perché il pallone è una chiave per raccontare il Paese. A Latina su questa idea i ragazzi dell’associazione Magma hanno costruito un festival, quello della Narrazione, intitolato Potere alle storie, che per la sua prima edizione ha scelto di “Raccontare il mondo attraverso il calcio“.

Ribaltare la tradizionale impostazione alla base dei festival, è l’idea alla base della manifestazione, “che vuole mettere al centro l’argomento, con le arti narrative che diventano angolazioni da cui guardare e affrontare il tema”. “Abbiamo deciso di usare la lente di ingrandimento del calcio – racconta Graziano Lanzidei, presidente di Magma e direttore artistico del festival – perché il pallone è una parte importante di questa città. Il Latina è arrivato a giocare in serie B abbiamo, ma noi abbiamo perso l’occasione di sfruttare questa ribalta nazionale per cambiare il modo in cui la città racconta se stessa e viene raccontata. Ma il pallone è soltanto uno spunto, un calcio d’inizio, perché vogliamo ragionare su ciò che Latina sarà in futuro”.

Dal 10 al 12 novembre nel capoluogo pontino la formula sarà narrativa, ma anche una sequenza matematica: “9 eventi, 7 location, 25 ospiti, un documentario, una serie web, una mostra di fumetti, 5 libri, 2 cene, un reading”. Ad aprire i lavori sarà il 10 alle 21 al cinema Oxer Mimmo Calopresti, che presenterà il suo documentario SOCRATES, uno di noi con l’aiuto regista Renato Chiocca e la giornalista Flavia Perina, e racconterà l’attaccante del Corinthias, la squadra del popolo, una delle sette di San Paolo del Brasile, l’uomo del carpe diem”, racconta il documentario – e diceva a chi voleva ascoltarlo che riusciva a vivere solo con la passione, la passione per donne diverse, passione per una causa politica, per una causa culturale”. Ma sarà anche l’occasione per presentare l’associazione Fino all’ultimo respiro dedicata a Marco Mathieu, giornalista de La Repubblica in coma da luglio in seguito a un incidente stradale.

Sabato Guy Chiappaventi, giornalista di La7 e La Repubblica, parla con di Aveva un volto bianco e tirato. Il caso Re Cecconi, uscito per Tunué, casa editrice di Latina arrivata tra i 12 del Premio Strega nel 2016, mentre con gli Actual (Leonardo Bocci e Lorenzo Tiberia) si discute della loro web serie Serie Romanista. La domenica alle 14 si parla di 91° minuto (Minimum Fax), scritto da Giacomo Giubilini (sceneggiatore, documentarista e consulente editoriale Rai), e de La trappola del fuorigioco (AlphaBeta Verlag) del pontino Carlo Miccio. Poco dopo David Winner, giornalista del Guardian e scrittore di Brilliant Orange, terrà una lecture sul calcio totale e il suo sistema di pensiero. Chiusura con un reading di Fabrizio Gabrielli, traduttore, scrittore e vicedirettore de L’Ultimo Uomo che racconterà le sue SforbiciateMartedì 14, poi, un terzo tempo rugbistico con la presentazione di Crazy for football Longanesi).

Un evento complesso e stratificato, che naviga tra il pop e il cult: “E’ il risultato di una collaborazione tra associazioni a livello regionale – spiega ancora Lanzidei, tra i creatori della web serie La Banda della Migliara – e che comprende Rinascita Civile, La Stanza, Il Muro e Liberi Sulla Carta, che ogni anno organizza l’omonimo festival all’abbazia di Farfa, nella Sabina”.

Il logo della manifestazione è un Super Santos, il pallone che rincorrevamo da bambini in cortile, quando bastavano un paio di felpe sull’erba per giocare un mondiale sotto casa. Perché “ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada, lì ricomincia la storia del calcio”. Firmato Jorge Luis Borges.

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