Di venderla non se ne parla fino all’anno prossimo, dopo le elezioni. Perché la gara si concluda, dopo la “proroga tecnica” annunciata venerdì scorso dal governo, si andrà al 30 aprile 2018. Ma il bando scritto dai commissari governativi dell’Alitalia prevedeva che le offerte dovessero essere presentate entro le 18 di lunedì 16 ottobre. I plichi arrivati allo studio notarile associato Atlante Cerasi di Roma sono sette, tutti coperti da “riservatezza” come richiesto dagli aspiranti acquirenti con il benestare dei commissari. Stando a indiscrezioni, nessuno si è fatto avanti per rilevare l’intera compagnia. Solo due i nomi dei gruppi interessati che sono stati resi pubblici: Lufthansa e Easyjet.

Il gruppo tedesco ha ufficializzato di aver manifestato interesse “per la creazione di una ‘NewAlitalia’”. Ovvero, si legge nel comunicato, “ha manifestato l’interesse solo per alcune parti” del traffico globale e per l’attività point-to-point domestica ed europea. Secondo il Corriere il piano prevede un’offerta da 500 milioni per la flotta, i piloti, gli assistenti di volo e gli slot e il dimezzamento del personale, attualmente di circa 12mila unità. Ci sarebbero quindi 6mila esuberi, in pratica tutti gli addetti alle attività di terra. Un numero molto superiore rispetto a quello previsto dal piano che i lavoratori hanno bocciato al referendum di maggio. Verrebbero inoltre ridotte le tratte di corto e medio raggio, poco redditizie. Il governo – secondo il quotidiano di via Solferino – intende respingere “per qualche mese” l’offerta con l’obiettivo di rinviare il confronto a dopo il voto, “negoziando magari sulla riduzione dei dipendenti in cambio dell’ingresso di fondi come F2i o Cassa Depositi e Prestiti“.

Anche EasyJet ha presentato un’offerta per “alcuni asset” di Alitalia ristrutturata e anche questa è riservata. “Non c’è certezza sul fatto che si vada avanti con una transazione e EasyJet fornirà un ulteriore aggiornamento a tempo debito se e quando sarà ritenuto idoneo”, continua la nota della low cost inglese. Che sta ancora negoziando l’acquisto di alcuni aerei da AirBerlin, la compagnia tedesca che ha invece raggiunto con Lufthansa un accordo per la vendita della maggior parte degli asset.

Nel giro di pochi giorni, lo scenario in cui si svolge la gara è decisamente cambiato con la decisione del governo di aumentare di ulteriori 300 milioni il prestito ponte concesso il 2 maggio scorso e di prorogarne la restituzione al 30 settembre 2018. Intanto, dopodomani si terrà un tavolo al ministero del Lavoro tra Alitalia e sindacati sulla nuova procedura di cassa integrazione straordinaria. Il 6 ottobre scorso Alitalia ha annunciato la proroga del trattamento di cigs per ulteriori sei mesi, dal 1 novembre 2017 al 30 aprile 2018. Per il personale di terra sarà applicata per un numero di giornate lavorative equivalenti a 1.230 risorse mentre per il personale di volo per un numero di giornate equivalenti a 190 piloti e 380 assistenti di volo. La cigs sarà, come nei sei mesi precedenti, con modalità a zero ore o a rotazione.