C’è un po’ di Banksy in ognuno di noi. Ora che l’hanno quasi scoperto, che il cappuccetto della felpa del misterioso street artist è stato praticamente divelto, è utile un ripassino sugli uno, nessuno, centomila Banksy che nel corso degli anni si sono succeduti su tabloid inglesi e non solo a mostrarne la possibile identità.

DAMIEN HIRST

L’ipotesi più suggestiva e strampalata la formula nel 2013 il DailyBeast. Diverse le coincidenze tra Banksy e il membro di punta della Young British Artists: presumibilmente coetanei, entrambi con Bristol come tappa fondamentale dell’esistenza (Damien Hirst ci è nato, Banksy ha esposto su un muro di quella città la sua prima opera); ma anche una certa rivalità almeno nei primi anni duemila quando il misterioso incappucciato dà ad Hirst del multimilionario che ha svenduto la propria vena artistica.  Il disgelo nel 2006 quando alla Serpentine Gallery di Londra Banksy accetta l’invito di Hirst ad esporre. Poi nel 2008 l’opera comune, Keep It Spotless (battuta all’asta per 1,8 milioni di dollari). Nel 2016, infine, nel grigissimo parco Dismaland, creato da Banksy a Weston-super-Mare, nel Somerset, tra le opere di vari artisti presenti c’erano anche quelle di Hirst. Se non sono la stessa persona, ha anche spiegato una esperta del mondo dell’arte, Bettina Prentice, è probabile che Hirst finanzi Banksy, visti i costi elevati a livello pratico con cui Banksy lavora.

Chi è Banksy, da Robert Del Naja a Thierry Guetta: una, nessuna e centomila identità

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