“Ero in una cella in Russia e la situazione era un po’ tesa, però devo dire che la polizia mi ha trattato con rispetto. Non ci sono state violenze”. Lo dichiara Yuri Guaiana, l’attivista italiano per i diritti lgbt fermato e rilasciato a Mosca. Guaiana è rientrato a Malpensa giovedì sera. “Ringrazio tutta la stampa italiana e internazionale, fondamentale a proteggere tutti noi detenuti. I giornalisti russi sono i veri eroi, quelli che rischiano la vita. Non è stata una passeggiata, la tensione c’era. A volte venivano persone senza divisa e non sapevo chi fossero. L’interprete è arrivato dopo, quando ho dovuto firmare tutte le carte. È arrivato solo grazie all’Ambasciata italiana”.

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