Uno dice, ma perché parli sempre di musica brutta? Non faresti prima a non ascoltarla proprio, e dedicare le tue poche energie rimaste a spingere quello che di meritevole c’è in giro? Tutto vero. Tutto sacrosanto. Esiste il bello, e andrebbe evidenziato. Ma il problema è che il brutto è molto di più. E soprattutto il brutto te lo tirano addosso manco fossero gavettoni a Ferragosto. Allora, come se fossimo stati chiamati da Dio attraverso un raggio di sole che perfora il rosone di una chiesa, mentre James Brown celebra una messa gospel, eccoci pronti a farci carico della missione definitiva: eliminare dalla faccia della terra la monnezza, così che i fiori, che per colpa di De André adesso c’è chi cerca nel letame, possano tornare a far bella mostra di sé.

E’ il caso di partire da un singolo che sta circolando in queste ore. Un singolo che ha per titolare Mariano Di Vaio, e per titolo Wait for me. Se non sapete chi sia Mariano Di Vaio significa che, forse, una speranza di sopravvivere all’apocalisse l’avete, e non sarò certo io a negarvi questa possibilità. Vi basti sapere che si autodefinisce fashion blogger, influencer e che ha bazzicato Selfie. Come dire, l’anticristo di questa nostra crociata. Di Vaio, per il suo compleanno, ha deciso di chiedere ai suoi followers di spingere in alto con i download e le visualizzazioni il suo singolo Wait for me, prova provata che l’estate sarà pure la stagione più bella, quella del sole, del mare, delle vacanze, ma è anche quella in cui i tossici lasciano le periferie per assieparsi nei bar del centro, in cui, mentre siete in vacanza, qualcuno vi scassina la porta di casa, vi si fa l’oro della nonna e poi vi caga sul letto, e in cui la vostra lei o il vostro lui trova qualcuno più in forma di voi, lasciandovi da soli a finire il Sudoku. L’estate è tutto questo e una serie di singoli di merda che neanche la mente più contorta e viziata potrebbe pensare.

Una mente viziata e contorta ha però pensato questa canzone qui, che il fashion blogger Mariano Di Vaio ha deciso di cantare, perché, evidentemente, a lui di dirci come vestirci e come non vestirci non basta, deve proprio venirci a rompere il cazzo porta a porta. Ora, se Fabrizio De Andrè avesse ragione, su questa canzone dovrebbe nascere un’orchidea meravigliosa e bellissima.

Prima di lasciarvi, però, direi che è il caso di provare a rendere questa lettura propositiva. Quindi, dopo avervi consigliato, se siete in grado di hackerare qualcosa, di attaccare in massa i social del fashion blogger, magari rubandogli qualche foto in cui si vedono smagliature e doppio mento, perché Di Vaio deve essere punito a casa sua per quel che ci ha fatto con questa canzone, vi consiglio qualche album che, invece, merita la vostra attenzione. Nello specifico, per disinfettarvi le orecchie da tanto brutto, non potete che passare dal bello contenuto nel densissimo doppio album Forze elastiche del cantautore Fabio Cinti, nei brani poeticamente corrosivi di Tornano sempre di Angela Baraldi, o in quelli semplicemente perfetti di H3+ di Paolo Benvegnù. Non credo sarà sufficiente a liberarvi il cervello dall’abisso intravisto con Wait for me di Di Vaio, ma per quello potete sempre contare sul vostro subconscio o, a mali estremi, su una lobotomia auto praticata infilandovi un ferro da lana sotto l’occhio destro.

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